Cari amici, un saluto a tutti!
"E tu vorresti lodarlo, ma lo fai solo a parole...
vorresti dargli tutto, ma non hai nulla...
vorresti amarlo, ma ne sei assolutamente incapace..."
padre Augusto Gianola

Ricomincio da queste parole che chiudevano l'ultimo mio racconto perché qualcuno mi ha fatto notare che non è giusto far passare per proprie parole che non lo sono! Volentieri svelo l'autore di queste parole: padre Augusto Gianola, il mio primo legame con il PIME. Fanno parte di una sua preghiera che ritengo molto bella...le ho citate a memoria perché quella preghiera è rimasta nella borsa che mi hanno rubato due anni fa!

In viaggio verso Cabouxangue......
E' stato un viaggio diverso dal solito: non guidavo, non eravamo con il nostro Land Cruiser. Io e Biamsum siamo stati a Cabouxangue con il camion della Caritas di Bafata', guidato dal suo autista, il fantastico Mister (Domingos è il suo vero nome, ma tutti lo chiamano Mister!).
Siamo andati con un carico di cemento, ferro, chiodi, pale e carriola per poter far procedere i lavori di recupero della scuola iniziati lo scorso anno.
Vi assicuro che il viaggio in camion è un'esperienza unica! Sulle bellissime strade della Guinea Bissau, sei sballottata a destra e a sinistra e se non ti assicuri ti troveresti ogni due per tre in braccio all'autista! Sono arrivata a destinazione che mi sentivo tutta sballottata e dolorante, ma anche questa è vita!
Ho incontrato la gente dell'associazione che è impegnata nella ristrutturazione della scuola: sono molto contenti dell'aiuto ricevuto, mi hanno ringraziato infinite volte (ma il grazie è per tutti coloro che hanno contribuito) e hanno promesso che per aprile anche il secondo padiglione sarà pronto.
Cabouxangue è un villaggio che un tempo doveva essere molto bello...lo era a detta di Biamsum ed è l'impressione che ho avuto anche io facendo un giro.
Tra le foto che ho fatto ho scelto di mostrarvi il porto di Cabouxangue e una struttura appartenente alla categoria "ciò che resta". Come potete vedere il porto è ancora una struttura ben conservata, la presenza di quella specie di gru (non so il suo nome esatto) dimostra che in questo porto arrivavano navi con carichi grossi e pesanti che venivano scaricati grazie ad essa...oggi a Cabouxangue arrivano solo canoe di legno e il porto è utilizzato per seccare il riso!
Della categoria "ciò che resta" fa parte la costruzione che vedete nella fotografia, che insieme a tante altre case e magazzini faceva parte delle strutture di un progetto del Ministero dell'Agricoltura della Guinea: era il tempo di Cabouxangue grande produttore di riso...oggi è praticamente tutto abbandonato e case e magazzini sono abitati dalle mucche!
In realtà ancora oggi Cabouxangue è uno dei maggiori produttori di riso, ma non si può paragonare a quel tempo quando il governo aveva investito su quelle terre.
Ciò che sempre rimane nel cuore e nella mente quando vedi queste situazioni è un senso di desolazione, di frustrazione, di incapacità di capire perché tutto è stato abbandonato tanto che ora il recupero delle strutture richiederebbe grossi investimenti...ma anche questa è vita in Guinea Bissau!

Monica lettera 21 porto  Monica lettera 21 magazzino

In viaggio dentro se stessi...
E' il viaggio che ogni anno posso fare grazie al PIME: una settimana di ritiro spirituale, di silenzio, di tempo per guardarsi dentro e per stare con il Signore. Non smetterò mai di dire che questo tempo è una grande grazia della mia esperienza di missione!
Quest'anno gli esercizi sono stati predicati da padre Ferruccio Brambillasca, Superiore Generale del PIME, al termine della sua visita in Guinea Bissau.
Padre Ferruccio ci ha aiutato a ripercorre il cammino che dalla FEDE ci porta alla CONVERSIONE e successivamente alla GIOA, CARITA' e PREGHIERA.
Ciascuno di noi é fragile, anche sforzandoci di camminare sulle strade del Vangelo avvertiamo il peso della nostra debolezza, che non ci fa compiere il bene che vogliamo, ma il male che non vogliamo. Ma ogni nostra ferita può diventare una perla e, come il vetro, più siamo fragili più splendiamo. Se la nostra fede è forte come una quercia e flessibile come il bambù ci porterà al pentimento, alla conversione e quindi alla gioia, per essere missionari FELICI, SINCERI e BELLI!
Grazie padre Ferruccio!

Monica lettera 21 ritiro

Il mio viaggio prosegue da sola...
Al termine della settimana di ritiro Placido è rientrato in Italia per risolvere alcuni problemi personali. Placido, il mio grazie per il tempo e il lavoro condiviso e il mio augurio sincero perché il Signore accompagni la tua vita, le tue scelte, il tuo cammino futuro.
Voglio rassicurare le tante persone che mi hanno espresso la loro preoccupazione: fosse stato all'inizio della mia esperienza certamente sarebbe stato diverso, ma dopo 3 anni il fatto di essere rimasta sola non mi spaventa. Certo, il lavoro è molto, le cose si sovrappongono, il tempo libero diminuisce, ma la volontà c'è, i collaboratori anche, il sostegno da parte della famiglia PIME non manca!
Continuo a fare del mio meglio, senza strafare...e quando mi sentirò troppo sola mi metterò in viaggio verso Bafatá, Takir, Cafal, Catió,etc...a cercare sostegno nelle belle relazioni create in questi anni.
Il lavoro in questi mesi è sempre molto intenso, perché oltre ai corsi in programma bisogna sfruttare il tempo secco per riuscire a visitare il maggior numero di villaggi possibile.
In questi primi mesi abbiamo realizzato corsi di trasformazione della frutta, metodo partecipativo (una tecnica per coinvolgere i villaggi nell'identificazione dei problemi e delle possibili soluzioni), orticultura in trasferta a Suzana, costruzione di servizi igienici (dovete pensare ad una latrina stile scout o campeggio!). Pensate che nel villaggio di Nhabijão c'è un quartiere con 78 famiglie e le latrine sono solo 7!!! E' una situazione che deve essere assolutamente migliorata ed abbiamo riunito i capi del villaggio per trovare insieme delle soluzioni: il primo passo è la partecipazione di 2 muratori per ogni quartiere alla formazione, perché poi possano impegnarsi nella costruzione.
E non è solo il lavoro del Centro ad essere intenso, ma anche quello della gente che taglia, raccoglie, trasporta il riso a casa per poi batterlo, seccarlo e immagazzinarlo.
L'immagine qui sotto è uno degli incontri più frequenti che si fanno lungo i sentieri e le stradine dei villaggi: donne con enormi carichi di riso, riso, e ancora riso....
un abbraccio e un bacio a tutti e a ciascuno
Monica     (1 marzo 2015)

Monica lettera 21

 

Contattaci

   Via Mosé Bianchi 94 – 20149 Milano

   Tel. 02/43.822.1

   Fax 02/43.822.901

Inviaci una email

Iscriviti alla Newsletter

 

facebook twitter youtube

Vai all'inizio della pagina

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso.  Read more