Cari amici,
comincio a scrivere questi racconti nel giorno del 25esimo anniversario della morte di padre Augusto Gianola, il mio primo legame con il PIME. Sono passati tanti anni, eppure il ricordo del suo funerale è impresso nella mia memoria, così come le sue visite a casa nostra quando ero bambina e rimanevo affascinata dai suoi racconti, nonché i suoi gesti "affettuosi" nei miei confronti (mi prendeva per i codini e mi sollevava!!!).
Una preghiera perché da lassù continui a vegliare su tutti i suoi amici Cent Pe e su tutti i missionari del PIME nel mondo.
Sono già trascorsi più di 2 mesi dal mio rientro in Guinea e solo ora ritaglio un po' di tempo per i racconti e, come potete vedere, ci sono volute quasi 2 settimane prima di riuscire a terminare e ad avere accesso ad internet per poterli inviare. Nel mio cuore c'è ancora la gioia dei momenti trascorsi a casa...non avevo "pubblicizzato" il mio rientro per non dover fare la trottola per incontrare tutti, ma ho condiviso alcuni momenti importanti con le persone a cui voglio bene: Prima Comunione, Cresima, chiacchiere con amici/amiche, momenti di vacanza, il viaggio a Tollegno e, non ultimo, i momenti con lo zio Ettore. Ciao zio, ti ho salutato e sapevo che non ti avrei rivisto...ma so che mi accompagni ancora, perché tu sei con me dal primo giorno della mia vita!

Academia Ubuntu
Dal mio rientro sono stata presa dal vortice delle attività...consolidate e nuove. Tra le nuove attività vorrei raccontare di Ubuntu.
Ubuntu è una parola africana, o meglio un concetto filosofico, che significa "Io sono perché tu sei. Posso essere Persona solo attraverso le altre Persone". Si ispira all'esempio di vita di grandi figure come Nelson Mandela, Amilcar Cabral, Martin Luter King, Desmod Tutu, Ghandi, Aug Saan Suu Kyi e ed un progetto di formazione di giovani leaders perché siano agenti di trasformazione nelle loro comunità, aiutandoli a sviluppare e consolidare competenze di lideranza e di servizio verso la comunità.
"Farai qualcosa per migliorare la tua comunità?" – chiede Nelson Mandela in un'intervista quando spiega la filosofia Ubuntu.
L'Academia Ubuntu ha iniziato quest'anno il progetto di formazione di 70 giovani in Guinea Bissau. Ho conosciuto il progetto grazie a p. Alberto e sono andata a presentare il Centro "Feira das Possibilidades", quale esempio di un progetto che ha proprio lo scopo di migliorare la comunità. Ho incontrato una
realtà molto bella, giovane, dinamica e con voglia di fare...un bello spaccato di gioventù guineense!
Il percorso di formazione si conclude con la divisione in gruppi di lavoro, ciascuno dei quali deve preparare un progetto di azione sociale che verrà presentato all'Unione Europea per l'approvazione e il finanziamento. Quando mi hanno chiesto se ero disponibile ad essere tutore di uno dei gruppi di lavoro...non ho potuto che accettare! Perciò ora lavoro anche insieme ad un gruppo di giovani, aiutandoli nella stesura del progetto, il che ha aggiunto alcuni viaggi non previsti a Bissau, per potermi incontrare con loro. E' successo sabato 26 luglio: sono partita da Nhabijão alle 15.30 per incontrarmi con loro alle 17.30. Il luogo di ritrovo è un bar/container (sì, un container trasformato in bar! Qui i container sono di tutto: negozi, bar, magazzini, etc.). Cominciamo a lavorare all'aperto, ma alle 18.30 circa comincia a piovere, quindi ci ritiriamo sotto la tettoia: potete immaginare il rumore della pioggia sulla lamiera, unito al rumore di non so quante altre persone e a quello della musica a palla! Ma noi, alzando la voce, continuiamo a lavorare, senza accorgerci del tempo che passa. Anche al termine del lavoro siamo bloccati sotto quella tettoia dalla pioggia scrosciante che continua a scendere: solo alle 21.30 decido di uscire, nonostante la pioggia, perché devo arrivare ancora fino alla casa PIME a Takir, non ho le chiavi, non ho ancora mangiato e la strada me la immagino un fiume...arrivo senza problemi, bagnata come un pulcino!

Monica lettera 22 2

Esperienze di viaggio
La mia prima esperienza di viaggio con i mezzi pubblici in Guinea Bissau è stata un disastro! Il programma della giornata era questo: io e Domingos andiamo da Bissau a Mansoa, poi lui con la nostra HILUX torna a Nhabijao e io con i mezzi torno a Bissau, ad aspettare il Land Cruiser che è dal meccanico. E' una giornata di pioggia, piove ininterrottamente da 15 ore! Alle 15.30 sono già alla fermata di Mansoa, il tipo che vende i biglietti mi dice che quelli disponibili li ha già venduti tutti. Non mi scoraggio...aspetto i prossimi biglietti disponibili. Dopo circa mezz'ora il tipo chiama tutti quelli che avevano acquistato i biglietti, ritira il biglietto e gli restituisce i soldi dicendo che non ci sono mezzi...poi va a casa dicendoci "se arriva un trasporto arrangiatevi!".
Non perdo ancora la speranza: se riesco a salire su un mezzo per le 18 è ok perché significa che riesco a chiedere un passaggio a padre Alberto che lavora fino alle 19. Se non ce la faccio entro quell'ora è più difficile perché poi arrivare alla casa PIME a Takir non è così semplice. Comincio a chiamare le suore di Mansoa, chiedendo ospitalità per la notte nel caso non riuscissi a partire. Verso le 17 arriva un mezzo di trasporto: avreste dovuto vedere che corsa, in mezzo al fango, per arrivare primi a prendere un posto...non ci penso neanche!!! L'ultima speranza è verso le 18.30: arriva un 7posti, riesco anche ad avere un posto, poi una signora piangendo mi chiede di lasciarla andare...lei non ha un posto dove dormire, io sì...perciò le cedo il posto. Godo della generosa ospitalità delle suore e la mattina di buonora mi imbarco sul primo 7posti in partenza da Mansoa. Alle 8 sono già a Bissau.

A Catió...
Il programma è di andare a Catió per qualche giorno di riposo, per stare un po' in compagnia di Priya e dei padri: parto il venerdì per tornare il martedì, perché il mercoledì ho un incontro a Bissau.
Il viaggio è ottimo perché la strada è stata sistemata (dovrebbe resistere a questa stagione della pioggia) e in 3 ore e 15 minuti sono già arrivata!
I giorni a Catió trascorrono sereni, insieme ai padri, a Priya e a Davide e Francesco di Giovani e Missione. Il martedì mattina però mi alzo con qualche problema gastro-intestinale...i programmi si fanno e si disfano: certamente non parto perché sono uno straccio! Io e padre Maurizio siamo nelle stesse condizioni, mentre tutti gli altri stanno bene. Senza angosce e senza farmaci, lascio uscire tutto ciò che mi ha fatto male e in un paio di giorni mi rimetto in forma in buona compagnia. Il giovedì posso tornare, anche se Priya vorrebbe trattenermi ancora "Monica, devi proprio andare? Dai, fermati ancora un giorno!"
Vi auguro delle buone vacanze!
un abbraccio e un bacio a tutti e a ciascuno
Monica     (9 agosto 2015)

Monica lettera 22

 

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