Carissimi,
Spero che stiate bene.
Una mattina della seconda settimana di maggio... "Ieri-ieri!" "Pioviggina!" (in crioulo). Andandosene, la pioggia ha lasciato il buonissimo profumo della terra bagnata e ha fatto sbucare degli insetti rosso sgargiante.
La pioggia ha segnato anche il cambio dei prodotti della terra e delle attività: il periodo del kajù è terminato, lasciando il posto a quello molto breve dei manghi; le persone che ancora non avevano terminato di coprire il tetto con la paglia nuova, si stanno accingendo a farlo (non posso dire "affrettando" perché sto capendo sempre di più quanto questa parola sia "fuori luogo" ...). Purtroppo, comunque, le piogge vere, abbondanti, non sono ancora arrivate. Tutti sono in attesa, perché segneranno l'inizio dei lavori nelle risaie.
Dall'ultima volta che vi ho scritto, sono successe almeno tre cose interessanti:
■ Abbiamo avuto ospite qui per una settimana Isabel, una signora portoghese che si occupa di campagne di prevenzione malattie (in questo caso colera ed ebola). È stato istruttivo seguire le sue attività, anche se purtroppo da un lato bisogna dire che, ora che l'allarme ebola è passato, le norme igieniche sono quasi già tutte dimenticate e dall'altro che le azioni sanitarie non sono state organizzate in modo univoco e coerente, nel contesto di un più ampio piano nazionale da parte del Ministero della Salute, ma ciascuna ONG e associazione ha portato avanti le proprie iniziative in maniera isolata.
■ Dall'8 maggio ho partecipato alla Giornata Diocesana della Gioventù. É stato bello vedere l'entusiasmo dei giovani, partecipare alla gara di canto (come giurata!!!) e soprattutto ascoltare i discorsi delle donne "in cucina". Eh, sì, per quanto possibile ho dato una mano a cucinare sotto una tettoia improvvisata, con 2 fuochi accesi per i 2 pentoloni del riso e della carne o del pesce: sauna con affumicatura inclusa assicurate... come in una SPA praticamente, ma tutto gratis!!!
■ Alla fine del mese sono andata alla mia prima Assemblea Regionale, durante la quale ho incontrato tutti i padri e i laici del Pime presenti qui in Guinea. Sono stati giorni pieni, durante i quali abbiamo discusso il tema dei giovani qui in Guinea. Ho avuto anche modo di confrontarmi con il padre che a suo tempo aveva fondato le scuole in cui lavoro e il padre che ha elaborato il metodo bilingue (crioulo-portoghese) che si utilizza nelle nostre scuole, e così ho avuto una ulteriore conferma: ho ancora tanto da imparare!!!

Progetto scuole
■ In questo mese ho continuato le visite alle diverse scuole, dove mi sono confrontata con i professori e a volte mi sono seduta fra gli alunni per assistere ad alcune lezioni. Ho anche proposto una prova in tutte le classi prime per cercare di capire meglio il livello sia delle singole classi che delle scuole.
■ Ho chiesto e ottenuto l'accesso alla biblioteca per i bambini situata nel centro di Catiò. Purtroppo è troppo piccola per ospitare una classe intera (che in media è composta da 35 alunni) per delle attività, ma almeno per il momento abbiamo previsto una lettura animata di un libro nel salone della biblioteca della nostra missione, e alla fine di quest'anno scolastico – o comunque sicuramente il prossimo anno – organizzeremo visite delle diverse classi di Areia.
I due giorni in cui sono andata, comunque, è stato bellissimo vedere come una porta che da tempo era rimasta chiusa – e che io ho lasciato invece spalancata mentre andavo in esplorazione dei giochi e dei libri tra i diversi scaffali – abbia stimolato la curiosità dei bambini, di un direttore di una scuola statale e di un insegnante che passavano di lì per caso... Non resta che vedere cosa succederà... Per quanto mi riguarda, ho già ricevuto una mezza proposta di diventare la bibliotecaria di questo spazio... proposta molto interessante, ma sulla quale ho sorvolato ovviamente...
■ Da un po' di settimane ho iniziato a lavorare con una bambina muta di Areia, Kadidja. Per ora si tratta solo di incontrarci una volta alla settimana, ben poca cosa, ma per ora sto solo cercando di aiutando ad imparare a scrivere (è rimasta infatti abbastanza indietro rispetto ai suoi compagni). Non so bene come sia successo, soprattutto considerando che non ho assolutamente esperienza in materia, ma immagino che la sua spiccata vivacità e il suo avvicinarsi discreto sin dalla mia prima visita nella sua classe, mi abbiano in qualche modo colpita. Comunque spero, con l'aiuto di padre Fabio, di poterla aiutare, magari anche attraverso la possibilità di una visita specialistica (che non ha mai fatto fino ad ora) e una scuola adatta a lei (che purtroppo è solo a Bissau).
Quella della disabilità è ancora una questione delicata e complessa qui, da affrontare con pazienza e cercando il più possibile di coinvolgere le famiglie. Certo, mi rendo conto non essere la priorità del mio progetto l'occuparmi di singoli casi, ma non penso si possano ignorare i diversi bambini che occupano i banchi delle nostre aule senza che abbiano la possibilità di una vera integrazione nella classe e senza che si tenti di venire incontro ai loro bisogni. Per non parlare dei tanti bambini con disabilità che non vanno a scuola... Insomma, il tempo, le persone e lo studio della realtà forse mi suggeriranno alcune azioni che si possono intraprendere...

Avventure
■ All'assemblea generale siamo andati insieme io e pe. Maurizio, perché pe. Fabio era già a Bissau per dei documenti. Abbiamo viaggiato 7 ore e mezza, sia all'andata che al ritorno. E non ci crederete, ho guidato anch'io (ma solo 1 ora e mezza ogni volta)... tra persone, capre, pecore, maiali, cani e mucche (ma anche una scimmia e alcuni scoiattoli!) l'attenzione deve essere a 1000, per non parlare delle mie difficoltà ancora con le marce!... Comunque alla fine siamo sopravvissuti tutti!
■ Il primo di maggio io, padre Fabio, padre Maurizio e Nelson – un lavoratore della missione – siamo andati all'isola di Katungo, dove c'è l'ultima delle scuole del progetto che mi mancava da visitare. Era un giorno di vacanza, purtroppo, ma era l'unico in cui la marea permetteva di andare e tornare in una sola giornata, ma ciò non mi ha impedito di parlare con 4 professori della scuola: quando ci siamo confrontati sull'insegnamento nelle classi prime, il loro entusiasmo è stato contagioso!
Il motivo principale della nostra visita, però, in realtà era un altro: parlare con la popolazione locale riguardo la possibilità di rimettere in funzione un centro di salute che era stato costruito negli anni '80 e che da un po' di anni è abbandonato. Le condizioni sanitarie sull'isola sono in generale precarie, a partire dalla mancanza di acqua davvero potabile...

Un abbraccio a tutti e a ciascuno,
priya:)     (10 giugno 2015)
PS In risposta ad alcune richieste, allego due foto: Renata (che ha 3 anni, non 4/5 come avevo scritto precedentemente) e il momento del pranzo a Katungo.

Priya giu 2015 bimba  Priya giu 2015 pranzo

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