Carissimi,
Spero che stiate bene!
Lo so, è da un sacco di tempo che non mi faccio sentire, ma da quando sono tornata a settembre a Catiò – dopo il corso di creolo a Bissau – la connessione internet è pessima e le cose da fare sono diventate di più... Così ne approfitto dell'incontro di formazione del Pime per mandarvi questo nuovo report.

Allora, come vi dicevo, ad agosto ho fatto il corso di creolo a Bissau. È stata un'occasione per riprendere la grammatica che avevo già studiato un po' con Gabriel (il primo a darmi lezioni di creolo), approfondire alcuni aspetti della cultura e della realtà guineani, nonché di conoscere altri missionari e volontari presenti in Guinea, come un padre del Pime brasiliano con il quale mi sono trovata molto bene, pe. Célo.
Tornata a Catiò, il lavoro di preparare il materiale per le classi prime e seconde è stato abbastanza intenso. In particolare, con l'aiuto di Mario abbiamo assemblato dei fascicoli di Pregrafismo e di Matematica per le classi prime e delle schede di ripasso delle lettere per le classi seconde. Purtroppo, come era prevedibile, il Ministero non ha fornito i libri, perché a quanto pare non ha trovato ONG disposte a finanziare la stampa dei libri. Ah, dimenticavo! Ad agosto il presidente della Guinea-Bissau José Mario Vaz ha sciolto l'esecutivo guidato da Domingos Simões Pereira. Abbiamo dovuto aspettare fino a settembre affinché l'intervento della Comunità Economica degli Stati dell'Africa dell'Ovest (Cedeao) risolvesse la crisi e venisse formato un nuovo governo sotto la guida di Carlos Correia.
Tutto questo ha avuto ripercussioni anche sulle scuole, dove la situazione è stata peggiorata dallo sciopero indetto da uno dei due sindacati dei professori: in molte zone le lezioni sono iniziate solo a fine ottobre, e in altre ancora non si può parlare di lezioni regolari. Per quanto riguarda le nostre cinque scuole, tre hanno iniziato a metà ottobre, due – quelle sulle isole più lontane di Katungo e Komo – solo verso fine novembre.
L'inizio delle scuole nella nostra zona è stato ritardato anche dai lavori nelle risaie. Purtroppo la situazione quest'anno è abbastanza difficile. Le forti e abbondanti piogge di agosto e le acque sorgive di settembre e ottobre hanno permesso all'acqua salata dei fiumi di rompere gli argini di molte risaie. Come conseguenza, l'acqua salata ha danneggiato parte del raccolto previsto intorno a dicembre e così alcune famiglie passeranno un periodo di fame. Ogni anno, verso novembre, infatti, il riso dell'anno precedente inizia a scarseggiare e si attende con speranza il nuovo raccolto. Data la situazione, il governo probabilmente distribuirà del riso. La questione però, è che tale azione non aiuterà a risolvere il problema a lungo termine, se non accompagnata, per esempio, da corsi formativi su una nuova agricoltura che tenga conto dei cambiamenti climatici. Infatti, è molto probabile che lo stesso problema si verificherà anche l'anno prossimo, a meno che i guineani decidano di cambiare alcune tecniche di coltivazione e organizzazione sociale (per esempio collaborando tutti per costruire degli argini più larghi). Il principio secondo cui bisogna perpetrare la tradizione dei propri antenati, però, è ancora molto forte (... solo in alcuni ambiti, aggiungerei).
Ma veniamo anche alle notizie positive!

Progetto scuole
■ A ottobre ho presentato il programma ai professori delle classi prime. Il dato positivo è che non sono svenuti! Il programma, infatti, prevede un po' di cambiamenti rispetto alla modalità più usuale di insegnare (scrivere alla lavagna lettere e numeri e aspettare semplicemente che i bambini copino sul quaderno). In particolare, ho deciso di iniziare introducendo anche disegni, attività di gruppo, narrazione di storie e, soprattutto, il libro del progetto bilingue che avrebbe dovuto essere usato da sempre e che invece per varie ragioni era stato un po' accantonato. Questo libro dovrebbe essere usato nei primi 3-6 mesi di scuola e prevede di insegnare il creolo a partire da una prima fase solo di oralità. La maggior parte dei bambini (soprattutto quelli che vivono nelle zone più isolate) parla solo la lingua materna (ossia la lingua etnica, come balanta, fula, pepel...), e arriva a scuola senza conoscere né il creolo, né tanto meno il portoghese. Il principio del metodo bilingue si basa sul fatto che il creolo può essere una lingua importante per i primi due anni di scolarizzazione e che può aiutare il successivo passaggio al portoghese.
Il cambiamento richiede sempre fatica, tempo e voglia. Vedremo come andranno le cose.
■ Purtroppo è arrivata anche la prima delusione. Mentre ero a Bissau, ho trovato la scuola per sordomuti e, aspettando la risposta della famiglia di Kadidja che tardava ad arrivare, l'ho iscritta giusto il giorno prima che si chiudessero le immatricolazioni. A settembre però la nonna ci ha comunicato che non avrebbero mandato Kadidja a scuola, perché la madre ormai si era già iscritta a scuola a Bafatà e a quanto pare lo zio che abita a Bissau non è disposto ad accogliere la bambina. L'anno, prossimo, ha aggiunto, la madre si iscriverà a scuola a Bissau, così Kadidja potrà stare con lei. A parte che è improbabile che la madre si fosse già iscritta a scuola prima di settembre, per il resto tutti qui – da Mario a padre Fabio – dubitano che l'anno prossimo cambierà qualcosa. Non mi resta che sperare,anche perché, non essendo preparata in materia, penso che sia poco probabile che io possa esserle d'aiuto in altro modo.

Altre attività
■ Due sabati di novembre si sono svolti i primi "Djumbai di mindjer". Si tratta di incontri di donne organizzati in diversi quartieri di Catiò, presieduti da Nené Bobo, un'infermiera di Catiò che ha molte conoscenze nell'ambito della cura dei bambini e delle donne, nonché nel campo della medicina naturale. Fondamentali sono anche Djuku e Segunda (le due insegnanti della scuola di Areia), che fra le altre cose fanno passare la voce tra le donne per informarle del luogo e dell'ora degli incontri e mi aiutano a cercare lo spazio adatto. All'inizio abbiamo pensato l'iniziativa solo come chiacchierate informali fra donne, perché potessero venire fuori le difficoltà, i dubbi e i problemi legati alla salute. Già al primo incontro però (che ha visto presenti 20 donne... Come inizio non è male!) è stata avanzata la proposta di dimostrazioni pratiche per la preparazione di pappe per neonati e medicine di "primo soccorso" con i prodotti disponibili negli orti e nella foresta. Medicine e pappe straniere, infatti, costano molto, se paragonate ai prodotti che ciascuna può reperire sul luogo. Fortunatamente in questo senso la Guinea offre molte piante utili sia per l'alimentazione quotidiana, sia per la cura di molte malattie. Anche qui, non resta che vedere se e come questa iniziativa continuerà, anche perché, per esempio nel secondo incontro, su 19 donne presenti, solo 3 erano andate a scuola, quindi sto pensando di vedere se è possibile introdurre anche un momento di alfabetizzazione.
■ Da novembre riprenderò a frequentare le prove del coro. È un modo divertente per incontrare e conoscere più da vicino la comunità cristiana di Catiò, in particolare i giovani... Nonché per imparare meglio il creolo!
■ A fine novembre ho iniziato anche la catechesi dei bambini dai tre ai cinque anni. Vi dirò, penso sia un'età bizzarra in cui iniziare la catechesi! È il primo anno che si fa per questa fascia di età, per decisione delle suore e con alcuni dubbi da parte di padre Fabio e padre Maurizio. Penso che in realtà la novità sia più legata al fatto che spesso i bambini più grandi vengono alla catechesi portando con loro i fratellini più piccoli di cui devono prendersi cura (per esempio mentre gli adulti sono impegnati nelle risaie), e così, per non avere troppi bambini da seguire, si è pensato di organizzare qualcosa anche per i più piccoli. Insomma, vedremo... anche se penso che una cosa sola è certa, ci divertiremo!

Avventure
■ Un giorno, andando alla scuola di Ilheu di Infanda, ho iniziato a togliermi le scarpe e a caricarmi la bicicletta in spalla (perché non si rovinasse con l'acqua salata) ad ogni corso d'acqua che invadeva la strada. Già al terzo attraversamento, però, sono finita in acqua! Sia io che padre Fabio siamo scoppiati a ridere... La cosa positiva è che non sia successo all'ultimo attraversamento, perché così per i successivi mi sono risparmiata la fatica di togliermi le scarpe e di trasportare a mano la bicicletta. La cosa un po' meno positiva è stata presentarmi a scuola fradicia... Insomma, ho ancora molto da imparare rispetto ai cammini che ogni giorno sanno percorrere i guineani!
■ A fine novembre abbiamo avuto l'Assemblea formativa del Pime a Bissau (da dove vi invio questo report perché Internet qui funziona!). Per venire, pe. Fabio era in macchina con suor Elisa, giornalista etiope che ci ha fatto la formazione sulla famiglia africana, mentre io ero con pe. Maurizio. Dopo 100 km, i freni della nostra macchina si sono rotti... e così abbiamo fatto i restanti 200 km ad una velocità massima di 60 km/h, rallentando con le marce e spegnendo il motore se dovevamo fermarci. Abbiamo sforato le 5 ore previste... ma l'importante è che dopo 7 ore siamo arrivati sani e salvi!

Un abbraccio a tutti e a ciascuno,
priya:)       (30 novembre 2015)

Contattaci

   Via Monte Rosa 81 – 20149 Milano

   Tel. 02/43.822.1

   Fax 02/43.822.901

Inviaci una email

Iscriviti alla Newsletter

 

facebook twitter youtube

Vai all'inizio della pagina

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso.  Read more