CAMERUN

La partita a pallone

di FABIO MUSSI

 

MussiNatale2016

 

All’inizio di Novembre mi sono recato in visita alla nostra scuola elementare di Yagoua per rendermi conto della suddivisione delle classi dovuta all’aumento delle iscrizioni.
Sono arrivato alla Scuola Santa Anna con il mio vice durante la ricreazione, e mi sono fermato a guardare i ragazzi più grandi che stavano giocando a calcio con un pallone mezzo sgonfio.
Non ho fatto alcun commento al Direttore, ma mi dispiaceva questi bambini non avessero un pallone decente per giocare. Ho continuato la visita alle classi, discutendo con i maestri la migliore disposizione per l’assegnazione delle classi. Rientrando verso l’ufficio del Direttore, il mio vice mi prende da parte e mi dice che nel pomeriggio ci sarebbe stata la partita con le squadre maschili e femminili di un’altra scuola, e che figura avremmo fatto se avessimo accolto la squadra ospite con un pallone così logoro.

Certamente era una situazione delicata di prestigio “scolastico” e gli alunni, gli insegnanti e i genitori si aspettavano dei risultati calcistici non inferiori a quelli scolastici. Bisognava quindi trovare una soluzione adeguata alla circostanza. Gli insegnanti hanno chiamato i bambini a raccolta ed ho chiesto loro se sapessero giocare a pallone. Un urlo mi ha fatto capire che erano i migliori, ma un pallone decente avrebbe contribuito a farne dei campioni. Ho detto loro che avrei mandato subito un pallone nuovo che avevo portato dall’Italia, a patto che la squadra maschile e femminile vincessero le partite. In caso di perdita avrei ritirato il pallone.
Tutti hanno urlato per la gioia e hanno promesso una vittoria “schiacciante”. Mi sono detto che l’entusiasmo dei bambini va sempre premiato e quindi i risultati non erano poi così importanti. Avevo ormai dimenticato questa “sfida calcistica” quando 2 giorni fa incontro il Direttore della scuola elementare che mi ringrazia e mi dice che veramente il pallone ha fatto miracoli perché i ragazzi hanno vinto 2 a 1, ma le ragazze hanno letteralmente “schiacciato” le avversarie 8 a 1. Non credo che sia il pallone a fare dei miracoli, ma un piccolo incoraggiamento ottiene sicuramente risultati più formidabili. Speriamo che questo sia un segno premonitore anche per i risultati negli studi.

Lo scorso anno avevamo terminato l’anno scolastico con 7.158 alunni per le elementari, suddivisi in 3.751 ragazzi e 3.407 ragazze. Per la loro formazione avevamo 160 insegnanti, di cui 135 uomini e 25 donne. Il fatto che “le insegnanti” siano in numero così inferiore è motivato dalla poca frequenza delle donne agli studi superiori.
Le ragioni sono essenzialmente di ordine etnico e culturale, in quanto, secondo la tradizione ancestrale africana, le donne erano destinate ad occuparsi della famiglia e quindi non era necessario che seguissero una formazione di livello superiore.
Con l’evolversi della situazione ambientale, la realtà si è arricchita di altri valori, che potremmo chiamare “moderni”, ed ha anche aperto le porte all’istruzione superiore per le ragazze.
E’ un cambiamento che richiede molto tempo e deve fare i conti con le tradizioni dei matrimoni precoci, ma l’aumento delle bambine nelle scuole elementari e superiori fa ben sperare in una evoluzione positiva. Tuttavia, questa apertura non è condivisa da tutti, e in particolare per quelle frange estremiste ed integraliste che vedono nel cambiamento un pericolo di destabilizzazione dell’ordine tradizionale. Tra questi ci sono gli islamisti di Boko Haram che si oppongono a questa apertura con il terrore e la distruzione delle scuole, in particolare quelle frequentate dalle bambine e ragazze.

In questo quadro generale, le Scuole Cattoliche si sono sempre distinte per una attenzione particolare alla formazione femminile. Infatti le statistiche mostrano che in questi ultimi anni l’aumento delle bambine che frequentano la scuola è aumentato del 35% per le scuole elementari, e del 28% per le scuole superiori.
Purtroppo questo aumento diminuisce alla fine degli studi, dove solo il 20% delle ragazze riesce a conseguire un diploma. In ogni caso la strada è aperta e, con l’aiuto delle famiglie e di progetti di accompagnamento alla formazione femminile, si potrà arrivare gradualmente ad una percentuale più elevata fino ad una parità proporzionale con i ragazzi.

Nell’anno scolastico 2016-17 abbiamo avuto un aumento generalizzato di iscrizioni nelle scuole elementari. In questo primo trimestre il numero degli iscritti è ormai di 7.366 alunni, di cui 3.857 bambini e 3.509 bambine, con un aumento di 208 alunni in rapporto all’anno scorso. In un periodo di crisi umanitaria come quella che stiamo vivendo, l’aumento della frequenza scolastica è un segno incoraggiante, soprattutto se tale aumento è sensibile anche nelle zone di guerra (dove abbiamo circa il 25% delle nostre attività educative).

Con l’arrivo della stagione secca (in Ottobre) abbiamo ormai ripreso la visita in tutte le nostre 24 scuole, tra materne ed elementari. In tutte le scuole che visitiamo, possiamo notare che, nonostante la guerra e l’insicurezza, i bambini hanno ancora la voglia di giocare. Come alla Scuola di Yagoua un pallone può ancora fare sognare i bambini. Il Natale non è un sogno, ma il ricordo di un fatto concreto: quello di un Bambino che ha resa possibile la speranza di un mondo più fraterno. Per gli adulti rimane l’augurio di un sereno Natale, con la speranza di qualche “piccolo miracolo” che porti la pace anche da noi.

Buon Natale a tutti

Fabio Mussi e l’Equipe di Yagoua

Il SOSTEGNO A DISTANZA è una forma semplice di aiuto economico continuativo a una singola persona indicata dai missionari del Pime.

L'UFFICIO AIUTO MISSIONI del Centro missionario Pime di Milano la promuove dal 1969.

DOVE SIAMO

via Mosé Bianchi 94, 20149 Milano

ORARI

dal lunedì al venerdì: dalle 9 alle 12,30 e dalle 14 alle 17

CONTATTI

Telefono 02/43.822.322; 02/43.822.536
mail: adozioni@pimemilano.com

ATTIVA ORA UN'ADOZIONE A DISTANZA

Contattaci

   Via Monte Rosa 81 – 20149 Milano

   Tel. 02/43.822.1

   Fax 02/43.822.901

Inviaci una email

Iscriviti alla Newsletter

 

facebook twitter youtube

Vai all'inizio della pagina

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso.  Read more