GUINEA BISSAU

Gesù è vivo!!

padre LUIGI SCANTAMBURLO

Bubaque, Pasqua 2015

Carissimi,
Il giorno di Pasqua è un giorno speciale per noi cristiani.
Come ha detto l'apostolo Pietro parlando nella casa dell'ufficiale dell'esercito romano, Cornelio,
"Dio consacró in Spirito Santo e potenza Gesú di Nazareth, che passó beneficiando e sanando quelli che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui." (Atti 10, 38)
Il Cristo, attraverso la sua esistenza su questa terra, ci ha liberato dal potere del "diavolo", cioè dal regno della "menzogna", della "non-veritá", delle "bugie", delle "cattiverie e degli inganni" che tramiamo tra individui e popoli, per chiamare le cose con termini concreti, per farci entrare nel suo Regno della Verità e della Fede in lui, che ha vinto la morte e ci ha ridonato la possibilità di acquisire l'immortalità.
Per capire la parola "diavolo", usata dall'apostolo Pietro, dobbiamo rileggere i primi capitoli della "Genesi", dove si racconta l'inganno subito dai mitici nostri progenitori, Adamo e Eva, i quali, disobbedirono all'ordine di Dio, che li aveva creati e ai quali aveva donato un' esistenza paradisiaca, il quale li aveva avvertiti, con parole ben chiare,
"ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare." (Gen, 21, 17)
Da quel momento, come continua il racconto della Genesi, il vírus della "non-verità" è entrato nel mondo e molte volte ci capita di confondere e di chiamare bene quello che è male per noi e di accettare invece come bene e buono per noi quello che è male per noi.
Il libro della Genesi ci parla anche dell'interesse di Dio per le sue creature: pur non accettando il male, che sembra quasi una realtà presente nella nostra vita (uccisione di Abele, orgoglio nella costruzione della Torre di Babele...) Dio stipula un patto con noi per darci la possibilità di dialogare con lui e di vivere come popolo di fratelli: a causa di questo "Patto o Alleanza", anche se l'uomo sembra succube del Male, c'è sempre la possibilità, con l'aiuto di Dio, di una futura rivincita.
Ecco, la celebrazione della Pasqua è proprio questo: fare festa ricordando quello che Gesù ha fatto e detto per insegnarci ad affrontare la nostra vita, senza paure e alla ricerca di quello che è la veritá per noi, anche se questo comporta di affrontare delle prove che a volte sono vere croci.
Gesú non è fuggito davanti alla croce, ma l'ha affrontata e ha avuto fiducia nella Missione affidatagli dal Padre.
Davanti alla Croce Gesú è sembrato impotente, ma con questa prova egli ha messo là tutto il suo amore per noi uomini, suoi fratelli, e ci ha insegnato una maniera nuova di affrontare le prove della vita per scoprire il vero significato della croce:
- A volte dobbiamo saper "perdere" per trovare il "guadagno":
- A volte dobbiamo "essere poveri" per ritrovare la "vera ricchezza";
- A volte dobbiamo "saper tacere" per poter "parlare con maggior forza";
- A volte dobbiamo "donare" per incontrare il significato del "vero avere".
Nella vita possiamo trovare dei segni, come gli apostoli e le donne li hanno trovati (il sepolcro vuoto, le bende piegate e il sudario) e hanno saputo decifrarli (la morte non era più nel sepolcro, il corpo di Gesù non era stato portato via, ecc.).
Da allora nel mondo è echeggiato il lieto Messaggio: Gesù è vivo.
Se abbiamo la volontà di credere e di aspettare, arriverà anche per noi il Terzo Giorno, quando incontreremo la presenza di Gesù nella nostra vita e cominceremo ad annunciarlo perché convinti che anche se "chiudono le tombe e mettono le guardie" la vita (cioè gli esempi di amore e di dedizione per il prossimo), non si può fermare dentro di quelli che hanno capito il vero valore dell'esistenza terrena.
In Guinea Bissau siamo ritornati alla normalitá di un governo eletto e stiamo camminando verso la ricostruzione di una nuova societá dopo 17 anni di guerre, di colpi di stato, di corruzione e di cattivi esempi da parte di chi aveva il dovere di guidare i cittadini al rispetto e alla condivisone delle tante ricchezze presenti nel paese.
Come vi ho scritto un anno fa, per gli auguri di Pasqua, ricordo ancora qui il messaggio dei nostri vescovi del 22 marzo scorso, poco prima delle elezioni, quando hanno invitato gli elettori a scegliere,"chi è rispettoso dei diritti umani, chi è deciso a lavorare per gli interessi della comunità, chi è umanamente saggio e moralmente onesto, chi è coerente, verace e realista, chi è dialogante, equilibrato, esemplare e difensore della giustizia, sia come virtú sia come sistema giudiziario."
Gli elettori guineensi hanno accolto questo messaggio e hanno votato con coscienza: preghiamo che anche coloro che stanno guidando il paese in questo momento e tutti coloro che stanno aiutando la Guinea Bissau (comunità internazionale, missionari e missionarie di tutte le Confessioni religiose, cooperanti e turisti, ecc.), mettano in pratica quello che i Vescovi hanno suggerito un anno fa.
Un augurio a tutti per una felice e santa Pasqua che ci aiuti a scoprire che Gesú è vivo e presente in mezzo a noi per darci una mano e per aiutarci a rinnovare i rapporti sociali e i legami di solidarietà.

P. Scantamburlo Luigi,
Professori, Alunni e Alunne delle Isole Bijagós

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