THAILANDIA

I frutti del Giubileo a Fang

di padre MARCO RIBOLINI

FangOspedale

Carissimi amici e benefattori,

L’anno che si sta chiudendo ha avuto due grandi avvenimenti che vi voglio raccontare: il grande Giubileo della Misericordia e la morte dell’amato Re della Thailandia.

Iniziamo con il Giubileo della misericordia che ha coinvolto la nostra gente sia da Fang che da Ban Thoed Thai. Due sono stati i pellegrinaggi che abbiamo organizzato per “attraversare la Porta Santa” presso la futura cattedrale di Chiang Rai. Da Fang e da Ban Thoed Thai hanno partecipato in circa 300 dei nostri fedeli tutti arrivati stipando i cassonetti delle machine pickup (tipiche dei nostri monti). I “pellegrini” probabilmente sarebbero stati molto di più se non che molti vi hanno dovuto rinunciare in quanto sprovvisti di cittadinanza e, di conseguenza, senza possibilità di movimento se non nella sola zona di Ban Thoed Thai.

Accanto a questo momento di grande impatto sulla nostra gente, il Giubileo è stato davvero una occasione di grande conversione che, certamente, porterà frutto in futuro. Nell’anno della misericordia vorrei sottolineare una iniziativa che ha avuto un profondo impatto sulla nostra missione: p. Lorenzo Braz, Sr. Jancy e alcuni parrocchiani hanno iniziato ad andare a far visita ai malati terminali presso l’ospedale di Fang. Il sostegno spirituale ai malati è così “uscito” dalla visita ai malati cattolici diventando un progetto svolto insieme alla struttura ospedaliera. Un impegno molto gravoso ma estremamente importante: portare un po’ del conforto e della delicatezza del Dio della misericorda a malati terminali principalmente buddisti. Con lo staff ospedaliero si è creato un bellissimo rapporto di sostegno vicendevole per questa opera di carità.

Quanto alla morte del Re... È un evento di difficile comprensione per noi occidentali. Per i Thailandesi questo Re è ben lontano dall’essere considerato come un semplice governante: è invece una sorta di divinità che in un certo senso ha sostenuto (e tutt’ora sostiene) ogni possibilità di sviluppo e di benessere della nazione e dei suoi abitanti.

La morte del Re ha toccato nel cuore i sentimenti più sacri che il popolo Thai ha in fondo al cuore dando luogo a manifestazioni di rispetto e di lutto che “lasciano la sfera civica e sociale per entrare in quella religiosa”. Il governo ha proclamato un anno di lutto in cui ogni manifestazione ludica è sospesa. Mentre scrivo ho appena ricevuto la lettera della Conferenza Episcopale dove sono descritte, fin nei minimi particolari, le attenzioni da usare in tal proposito durante le prossime festività natalizie.

La vita dei nostri bambini negli ostelli prosegue con il solito impegno e con i soliti programmi. A Fang quest’anno sono presenti 87 bambini/e mentre a Ban Thoed Thai ne abbiamo “solo” 54, questo esercito festoso ha l’opportunità di andare a scuola e di ricevere una educazione cristiana anche grazie all’apporto di tutti voi benefattori. Il gruppo degli educatori che segue i bambini è formato prevalentemente da giovani universitari (7 a Fang e 3 a Ban Thoed Thai) e sono loro le vere colonne portanti del nostro progetto educativo.

Ma l’ospitalità di questi bambini richiede però anche attenzione alle strutture di accoglienza. È per questo motivo che quest’anno abbiamo deciso di svolgere dei lavori di adeguamento delle strutture sanitare all’interno dei due ostelli: abbiamo completamente “buttato giù” i vecchi bagni per ricostruirne dei nuovi (dopo 30 anni erano ormai in una situazione igienica improponibile) in modo da migliorare l’igiene dei bambini. Accanto al progetto educativo degli ostelli, si sono potenziati anche i progetti, già esistenti, per la scolarizzazione e per la catechesi dei bambini nei villaggi. Abbiamo aggiunti 3 nuovi villaggi al programma di aiuto per coprire una parte della spesa dei trasporti da e per la scuola. I nostri villaggi sono situati in luoghi molto remoti nella foresta... Senza un progetto che preveda una jeep per il trasporto, molti di loro non potrebbero andare a scuola (e noi non possiamo ospitare tutti i bambini nei nostri ostelli). Per il progetto di catechesi serale nei villaggi più vicini, tutto procede con i due team creati “ad hoc”: uno per Fang e uno per Ban Thoed Thai. Per i bambini dei villaggi più remoti, mandiamo delle macchine a prenderli una volta al mese (di solito la terza domenica di ogni mese) per portarli a studiare catechismo al centro.

Ma probabilmente il progetto che più ha richiesto energie riguarda la divisione delle due aree pastorali: Fang e Ban Thoed Thai. Come già abbiamo comunicato, questa divisione che nasce dalla distanza e dalla mole di lavoro pastorale, dovrebbe realizzarsi entro Pasqua del 2017. Il processo di avvicinamento a questa data ha permesso di distinguere più nitidamente, già fin d’ora, i progetti pastorali di ciascuna zona. Altro capitolo riguarda le costruzioni.

A Ban Thoed Thai abbiamo finalmente completato la costruzione del nuovo centro pastorale: un edificio a due piani. Al piano superiore cinque stanze molto spaziose per eventuali ospiti della missione e per i catechisti che vengono mensilmente per la formazione. Al piano inferiore un salone aperto per attività di catechesi e per i campi estivi e, insieme a questo, anche due uffici per i catechisti che lavorano a tempo pieno al centro. Il secondo grande impegno è la costruzione della nuova Chiesa Parrocchiale per cui abbiamo già gettato le fondamenta confidando nella provvidenza che mai ci fa mancare il suo sostegno. A tal proposito, se qualcuno di voi volesse aiutarci in questo progetto, non abbiamo ancora raccolto tutta la cifra che ci serve.

Prima di concludere, voglio affidare a tutti voi anche il percorso dei nostri 150 catecumeni che si stanno preparando a ricevere il battesimo (dopo un percorso durato due anni), che le preghiere e gli esempi di noi “vecchi” cristiani possano essere di ispirazione e di incoraggiamento nel loro percorso verso il battesimo.

Ma il richiamo all’imminente celebrazione del Natale ci fa leggere questa narrazione di alcuni dei fatti della vita in missione da un’altro punto di vista: tutto è segno della grazia di Dio. Cio’ che è successo più di 2000 anni fa in una grotta sperduta tra mille grotte in un piccolo villaggio è ciò che si manifesta tutt’oggi nel continuo agire di Dio nella storia. È incoraggiante ed entusiasmante vedersi parte di questa azione di Dio nella storia degli uomini, e di questo noi siamo testimoni privilegiati e contemporaneamente ne siamo anche strumenti. Così la grazie di Dio si fa storia tramite anche le nostre debolezze, le nostre inadeguatezze: è il riproporsi continuo della logica di un Dio che nasce in una grotta e che salva dall’alto di una croce. Questo é il Dio della Misericordia che guida i passi della storia e che ci permette di avvicinarci ancora una volta al Natale con il cuore colmo di speranza.

Tanti auguri di Buon Natale e di un Felice anno nuovo

p. Marco Ribolini, p. Lorenzo Braz De Oliveira, p. Giovanni Zimbaldi, Sr. Salome, Sr. Cittra, Sr. Jancy e Sr. Bina.

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