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HAITI

Tendere la mano

di MAURIZIO BARCARO

 

Cari amici,                                                                                             

ho inviato solo un paio di mesi fa una lettera con un po’ di notizie aggiornate per tutti i sostenitori dei bambini e giovani delle scuole, e ne aggiungerò altre in questa lettera che tradizionalmente scrivo poco prima di Natale.

Ormai sono 14 anni che le scuole sono state fondate. Spartanamente all’inizio e poi, nel corso degli anni, si sono sviluppate, aggiornate, migliorate, hanno visto nuovi progetti aggiungersi per completare sempre meglio il programma educativo per i bambini e giovani delle zone circostanti e posso dire con certezza che sono diventate fra le 3 migliori scuole nella zona in termini di riuscita agli esami di stato, di decenza, di spazi abbondanti per i bambini e di disciplina, in termine di presenza costante e puntualità dei professori. La differenza è che le altre due scuole sono a pagamento e le nostre, invece, sono totalmente gratuite e servono i bambini e giovani delle famiglie più povere della zona in un raggio di 4-5 Km.

Dopo tutto questo tempo, viene la tentazione di tirare le somme e vedere che risultati abbiamo ottenuto nel corso degli anni. Che “miracoli” siamo riusciti a realizzare. Quante vite abbiamo cambiato. Qual è il “successo” maggiore che i nostri giovani hanno potuto vivere grazie alla presenza della scuola nella loro vita. Quante storie, cosi come in un film, a lieto fine abbiamo sfornato: chi avrà una vita rose e fiori grazie alla nostra presenza e chi… chissà! Ma la realtà della vita non è quella definita nelle righe che ho appena scritto. C’è sempre la tendenza a trovare l’eroe del film, a colorare la storia con violini, tamburi e qualche lacrimuccia, a terminare con il fatidico “e tutti vissero felici e contenti”. Ma la realtà della vita raramente è così. Penso che quello che facciamo qui, io con la mia presenza e voi con il sostegno economico, con le preghiere, con il pensiero e con il cuore, è quello di tendere la mano a tanti bisognosi e di alleviare un po’ le pene della vita di donne, bambini, anziani e giovani. E questo lo si fa con costanza, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Non è come mettere una banconota nel cappello di un senza tetto in piazza Duomo; è un impegno, preso fintanto che dura, ed è questo il vero miracolo nascosto, il vero “super-potere”, per gli amanti degli eroi.

Molti bambini hanno un’istruzione gratuita, tanti anziani hanno un tetto e cure premurose nel tramonto della loro vita, molte mamme non hanno più l’ansia di come fare per mandare i figli a scuola e 90 famiglie, 91 fra poco, con la casetta finanziata da ABC, hanno persino avuto una casa attraverso di noi senza parlare dei tanti insegnanti e lavoratori che orbitano intorno alla missione e che vivono una vita decente con tanto di famiglia grazie alla nostra presenza. Tutto questo vuol dire accompagnare chi è nel bisogno giorno dopo giorno, vuol dire tendere la mano e fare qualcosa per loro, anche se non risolviamo certamente tutti i loro problemi. Trovare lavoro rimane un problema, avere una casa decente e cibo quotidiano rimane un problema, così come le ansie della vita quotidiana che tutti hanno, rimangono un problema, ma questa è la vita reale.

Le scuole hanno aperto il 4 Settembre: se, da una parte, per i bambini più piccoli della Primaria ci son volute quasi 4 settimane per venire in massa, per i giovani della secondaria invece è stata una questione di qualche giorno. Nel giro di una settimana l’80% dei giovani era già presente in classe. Fra mattino e pomeriggio, ora i giovani del Liceo sono quasi 750. Al mattino vengono gli studenti dell’ultimo ciclo di 4 anni, dalla 3ème alla Philo, quelli per i quali abbiamo costruito la nuova ala finanziata dal PIME di Milano. Non ci sono dubbi che sia stata una buona idea di separare queste classi e metterle al mattino. Al mattino gli studenti sono più freschi, hanno spazi più decenti, fa anche meno caldo che al pomeriggio e tutto si svolge con armonia in calma e tranquillità. Quando suona la campana per andare a casa è una gioia vedere le stradine della zona invase dai nostri bambini in uniforme, rosso terracotta e crema per i bambini della primaria, blu e bianca per quelli della secondaria. A questo punto dell’anno ormai le scuole funzionano a pieno ritmo e dalla mattina alla sera è un via vai di bambini, giovani, insegnanti, genitori e parenti vari, e le ore sono scandite da campane che suonano, dando il via a un susseguirsi di corsi della scuola, di informatica, falegnameria, musica, a turni c’è chi gioca a pallacanestro, a pallone, un po’ di ginnastica. Ci sono anche momenti di ricreazione dove i bambini si sfogano correndo nel grande cortile. Insomma, dalle 7 del mattino alle 6 di sera la scuola pulsa di vita. La scuola è una vera e propria oasi per questi bambini e giovani che, tornando a casa e tolta l’uniforme scolare, tornano a vivere quella vita difficile fatta di molte privazioni e difficoltà alle quali sono obbligati, sapendo però che domani, tornando a scuola, torna anche la speranza di una vita migliore.

Anche gli anziani che vivono qui (sono 27 ora) godono in un certo senso della frizzante allegria e rumorosa presenza dei bambini e giovani, per tutto l’arco della giornata. Come ho già detto diverse volte, gli anziani qui non sono per niente esigenti. Un tetto sulla testa, cure mediche quando necessario, cibo quotidiano, qualche sigaretta e, perché no, anche un bicchierino di liquore locale ogni tanto e sono contenti. In occasione di feste particolari come Carnevale, Pasqua, Natale e altre, facciamo sempre una piccola festicciola nel cortile. Mettiamo caramelle, dolci, torte, bibite, riso, pollo e insalata su dei tavoli e poi si mette musica locale e chi può e vuole balla e si svaga. Ogni domenica mattina molti degli anziani vanno alla Chiesa Cattolica o al Tempio Protestante, per loro è importante pregare e ringraziare il Signore, e qui queste celebrazioni durano dalle due alle quattro ore di tempo. Insomma, gli anziani da noi non hanno certo una vita fatta di abbondanza, ma hanno tutto ciò di cui hanno bisogno.

Da un mese circa abbiamo cominciato la costruzione di una piccola scuola a Jeremie, una cittadina colpita in pieno dall’uragano Matthew nell’Ottobre del 2016 e che porta ancora le piaghe di tale disastro. La scuola sarà costruita sullo stesso terreno del villaggio di 30 casette che abbiamo costruito a 7 Km da Jeremie, in una zona rurale, fra aprile e luglio 2017. Non ci sono scuole nella zona in un raggio di 5-6 Km e le famiglie sono molto povere e i bambini sbucano fuori da tutte le parti. Sarà sicuramente una bella e nuova esperienza per noi e per chi ci vorrà aiutare.

Natale si avvicina. Non so per voi, ma a me sembra che in 17 anni i “problemi” del mondo siano diventati sempre più gravi e ci siano emergenze in aumento in più parti del globo, o per calamità naturali o per guerre e divisioni sociali o emarginazioni etniche. Le domande di aiuto economico crescono di anno in anno e io sono grato a voi tutti, amici e sostenitori del PIME, perché grazie alla vostra generosità e costante “presenza” continuiamo a ricevere il necessario per tendere la mano a così tante persone bisognose.

Un augurio di un Natale di pace e serenità da parte di tutti alla missione.  

Maurizio Barcaro

Il SOSTEGNO A DISTANZA è una forma semplice di aiuto economico continuativo a una singola persona indicata dai missionari del Pime.

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