CAMBOGIA

Il presepio dei piccoli

di padre GIOVANNI TULINO

 

 

Orizzonti nuovi, desideri inaspettati da vivere a pieni polmoni, bellezza di volti da incontrare , sfide da valutare ma da cui non scappare, realtà sempre nuove dove immergersi, desiderio di pienezza di vita…tutto questo si intreccia con la mia vita, con il mio cammino in questa nuova stagione della mia vita missionaria…

Vi scrivo sempre da Takhmau che insieme Khonoy e Ampuv Prey sono le comunità dove mi divido e  dove spendo parte del mio tempo e delle mie giornate.  È molto strano e difficile riuscire a vivere e percepire lo spirito del Natale in questi luoghi…non se ne conosce il mistero, il significato vero…sembra un tempo di silenzio…nascosto…misterioso. Eppure, un episodio vissuto qualche giorno, fa mi torna alla mente…un episodio che non solo mi offre un angolatura nuova da cui intravvedere il mistero del Natale, ma che mi aiuta a capire meglio il mio oggi.

Qualche giorno fa, ho allestito in chiesa un piccolo presepe  in una delle tre comunità dove celebro l’eucarestia. Alla fine, alcuni bambini si sono avvicinati a vedere quelle statue: erano incuriositi, affascinati, divertiti. Mi sono seduto accanto a loro  e ho raccontato la storia di quel bambino protetto dagli sguardi dei suoi genitori. Quante domande…tipico dei bambini!!! Perché ci sono gli angeli? Perché se quel bambino è  il figlio di Dio, lo hai messo in una capanna tra due animali? Perché i pastori vanno a fargli visita? E quei re chi sono? Ho cercato di rispondere a quelle domande e mentre lo facevo rimanevo incantato dai loro sguardi…Era la prima volta che ascoltavano quella storia, ed era la prima volta che la ascoltavo anch’io…con gli occhi semplici e meravigliati di quei bambini. E cosi, il mistero del natale riaffiora alla mia mente in tutta la sua potenza e incanto…grazie a loro…ai piccoli…

Questa è la mia vita… vivere in pienezza ogni istante, rispettare  la vita e le storie che mi vengono donate, instaurare relazioni significative che portano al cambiamento, custodire chi ti sta accanto. E ancora…guardare avanti, lasciarsi interpellare da ciò che ogni giorno capita, condividere la forza e la bellezza del Vangelo. Tutto questo è una ricchezza che mi coinvolge, mi affascia, mi raggiunge. Takmaw è il luogo più adatto perché Lui mi parli ed io lo ascolti. È il luogo più adatto dove imparo ad amare, ad accogliere l’altro. È il luogo dove i semplici mi chiamano alla semplicità, alla giustizia, al servizio e alla  gratuità. È il luogo più adatto dove vivere la mia sponsalità con la chiesa di Nola, che mi ha inviato, e con quella di Phnom Penh che mi accoglie. È il luogo più adatto dove  vivere la mia paternità…Questa è una scommessa dove ho voglia e desiderio di creare spazi di libertà, di apertura di respiro, di appartenenza e cura reciproca.

Quei bambini davanti alla scena del presepe mi aiutano a celebrare la grande gioia del Natale gustando gli spazi ordinari della presenza di Dio nella mia vita.  Oggi contemplo quel presepio e capisco che quel “mistero” ha con se qualcosa che cambia la storia, la vita, i cuori perché è l’inizio di un amore che sa aspettare e che ci accoglie con tenerezza.

Viviamo questo mistero…questo sogno d’amore che Dio inizia con quel bambino perché la nostra vita sia appassionata, gioiosa e piena.

Buon Natale

padre Giovanni Tulino

 

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