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Le immagini dall'India delle città sott'acqua e dei primi soccorsi hanno fatto capolino per qualche ora nei nostri Tg subito dopo Ferragosto. Ma è difficile rendere fino in fondo le proporzioni della devastazione che le alluvioni hanno lasciato dietro di sé in Kerala, la regione del sud dell'India colpita dalla più grave inondazione degli ultimi cent'anni. Oltre 400 i morti, più di 300 mila le persone ancora sfollate nei campi profughi a dieci giorni ormai dallo straripamento dei fiumi, pesanti conseguenze sui raccolti dal momento che l'area di Kuttanadu, il granaio di questa regione, è finito sott'acqua

Una tragedia umana e ambientale di fronte alla quale il Pime - che proprio dalla fede profonda dei cristiani del Kerala ha ricevuto in questi anni il dono prezioso di alcuni suoi missionari - non vuole rimanere indifferente. Per questo la Fondazione Pime Onlus ha deciso di aprire una sottoscrizione straordinaria, invitando i propri benefattori ad aderire al Fondo S137 KERALA EMERGENZA ALLUVIONE.

 

In prima istanza i fondi raccolti andranno a sostenere gli interventi portati avanti nel distretto di Idukki - una delle aree più colpite - dalla congregazione locale dei Fratelli del Sacro Cuore di Gesù, con la quale il Pime già collabora in India. Proprio in nome di questa amicizia il superiore generale fratel Velankanni ha scritto a padre Brambillasca, superiore generale del Pime, chiedendo aiuto e raccontando anche come proprio in quella zona l'istituto indiano abbia perso un proprio missionario, che figura tra le vittime della sciagura. L'intervento che verrà realizzato insieme andrà a sostenere le prime necessità di circa 1000 famiglie (complessivamente circa 5000 persone) che hanno perso tutto. Contemporaneamente sono in via di definizione anche altre forme di collaborazione nella diocesi di Changanacherry, da cui nei giorni scorsi abbiamo ricevuto da un ex studente del Pime questa testimonianza significativa sulla solidarietà messa in campo dalle comunità locali, superando anche le barriere delle distinzioni religiose.

Chi desiderà contribuire può farLo ON LINE DIRETTAMENTE A QUESTO LINK  scegliendo tra i progetti la causale S137 KERALA EMERGENZA ALLUVIONE.

È possibile ovviamente anche utilizzare tutte le altre consuete modalità di versamento alla Fondazione Pime Onlus (bonifico bancario, conto corrente postale...), sempre però precisando la causale "S137 EMERGENZA ALLUVIONE".

 

AREE DI INTERVENTO:

- Necessità di base. Verranno distribuiti razioni di cibo e di acqua potabile, kit medici e attrezzatura da campo per far fronte alle necessità pratiche delle persone più colpite.

- Acqua e igiene. L'alluvione ha distrutto tubature, pompe e pozzi, che garantivano l'accesso all'acqua potabile. Inoltre, la piena ha travolto latrine e fosse biologice, contaminando molte fonti di acqua. È importante ripristinare l'accesso all'acqua non solo per garantire la sopravvivenza della popolazione colpita, ma anche per garantire l'igiene. Verranno perciò riparate 10 pompe in altrettanti villaggi e ricostruiti 10 pozzi che sono stati sommersi.

- Riparazioni. Verranno forniti ripari provvisori per gli sfollati e verranno avviate le prime riparazioni per circa 500 abitazioni danneggiate appartenenti a famiglie in grave difficoltà.

- Salute. La popolazione colpita dall'alluvione è particolarmente esposta a malattie dovute al contatto con l'acqua contaminata. È importante prevenire la diffusione di queste malattie e proteggere le categorie più a rischio: donne, bambini e anziani. Verrà facilitata la creazione di ospedali da campo nelle aree colpite per garantire le cure mediche di base e la fornitura di medicinali.

- Mezzi di sussistenza. Gran parte della popolazione ha perso le sue scorte di cibo e i campi coltivati sono stati sommersi. Verranno avviate colture di emergenza per garantire il sostentamento delle aree colpite. Cento famiglie in grave difficoltà beneficeranno dell'aiuto per avviare attività che possano generare un profitto utile alla loro sussistenza.

 

Per ulteriori informazioni sull'iniziativa: Ufficio Aiuto Missioni, Ufficio Progetti, telefono: 02/43.822.315, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

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