Alp,

  • ALP - Lettere da Monica - Guinea Bissau 20

    Cari amici, un saluto a tutti,
    questa volta vi regalo solo un racconto di un episodio vissuto e poi invece qualche riflessione.

    Un pomeriggio, verso le 13.45, ora in cui stai per andare a fare il "riposino" per riprendere un po' delle energie consumate durante la mattinata, vengono a chiamarci per dirci che c'è una donna da portare a Bambadinca perché deve partorire. Addio sonnellino...mi preparo e vado a prenderla!
    Facciamo volentieri il servizio di accompagnare le donne a partorire a Bambadinca, al centro di salute, perché è forte il tentativo di educare a non partorire in casa, per cercare di diminuire la mortalità di donne e bambini per problemi legati al parto, che in Guinea Bissau purtroppo è ancora molto elevata.
    Arriviamo al centro di salute e sorpresa...non c'è nessuno! Né un medico, né un'ostetrica, né un infermiere! Cominciamo a chiamare tutti i numeri di telefono, dopo vari tentativi risponde una delle ostetriche, che però si trova in un'altra città...ancora qualche tentativo e risponde l'autista dell'ambulanza che poi arriva, si mette alla guida dell'ambulanza e va a prendere l'ostetrica che è andata a casa per la pausa pranzo!
    Delusione? Rabbia? Tristezza? Come definire quello che si prova? Perché chiedere alle donne di non partorire in casa se poi al centro di salute non c'è nessuno a riceverle?
    La donna ha partorito immediatamente dopo l'arrivo dell'ostetrica. Ringraziamo Dio che tutto è andato bene...questa volta!

    Guinea Bissau: un viaggio lungo 3 anni!
    "Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
    C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
    un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante."
    Qoelet 3, 1-2

    E c'è un tempo nella mia vita che è quello dell'esperienza missionaria in Guinea Bissau.
    Un tempo per incontrare e per conoscere, per aprire il cuore...
    Un tempo per entrare in punta di piedi in una terra diversa, in una cultura diversa, tra un popolo diverso...osservare e rendersi conto che le diversità sono tante, che di alcuni aspetti intuisci il senso e altri proprio non li comprendi...
    Un tempo per rendersi conto che il tuo fisico può sopportare il caldo che sembra insopportabile, l'umidità 100% della stagione delle piogge, l'attacco continuo delle zanzare e resistere fino ad oggi alla malaria...
    Un tempo per scoprire che hai ancora energia, che la "forza della natura" che eri secondo don Battista, non è tutta persa, che puoi guidare un Land Cruiser su strade che sembrano impossibili e che ti piace!
    Un tempo per scoprire con stupore che la nostalgia degli affetti che ha marcato fortemente la tua partenza c'è e rimane sempre nel cuore, ma diventa più sopportabile via via che diventi emotivamente più forte, perché ti senti un po' più parte della nuova storia che stai vivendo, ti senti un po' più a casa e il tuo cuore ora batte anche per questa terra africana...
    Un tempo per fare del tuo meglio, per giocare la tua parte nel portare avanti il progetto "Fiera delle Possibilità", cercando di conoscere e capire la sua storia, la sua finalità e di provare ad aprire strade sempre migliori per continuare, insieme a chi è nel progetto da sempre...
    Un tempo per coordinare, lasciando spazio all'altro, alle sue idee e per rallentare il ritmo dei tuoi passi per stare al suo passo...
    Un tempo per capire che vivere insieme è difficile, è un cammino quotidiano di accettazione dell'altro, diverso da te. E' un cammino nel quale si cade e si sbaglia continuamente, a volte sono i silenzi che disturbano e altre volte sono le parole...
    Un tempo per rendersi conto che è stato un grande dono quello della fede ricevuta e vissuta in una terra cattolica, dentro una comunità parrocchiale viva, che è la stessa che ti accompagna ogni giorno con la preghiera, con l'affetto e anche materialmente e scoprire che ti manca!
    Un tempo per conoscere la famiglia PIME Guinea Bissau, per incontrare padri e suore "antichi combattenti" e nuove leve, per tessere relazioni e vivere bei momenti di incontro e di confronto...
    Un tempo per scoprire una Chiesa che fa i primi passi, per collaborare nel tuo piccolo alla costruzione di questa storia, per ammirare la fedeltà di piccole comunità cristiane e riconoscere quanto poca è la tua...
    Un tempo per andare a cena a casa del Vescovo, come se fosse un amico di famiglia...
    Un tempo per conoscere la ricchezza della natura dal punto di vista medico, per incontrare il gruppo della Medicina Naturale, per entrare a far parte anche di questa storia, per lavorare e stancarsi insieme per il bene dell'altro, per tessere relazioni...
    Un tempo che mi è donato, per il quale dire GRAZIE!
    Un tempo durante il quale riconosci la Sua presenza ogni giorno, senti che Lui ti è accanto, è con te.
    E tu vorresti lodarlo, ma lo fai solo a parole...
    vorresti dargli tutto, ma non hai nulla...
    vorresti amarlo, ma ne sei assolutamente incapace...

    un abbraccio e un bacio a tutti e a ciascuno
    Monica

  • ALP - Lettere da Monica - Guinea Bissau 21

    Cari amici, un saluto a tutti!
    "E tu vorresti lodarlo, ma lo fai solo a parole...
    vorresti dargli tutto, ma non hai nulla...
    vorresti amarlo, ma ne sei assolutamente incapace..."
    padre Augusto Gianola

    Ricomincio da queste parole che chiudevano l'ultimo mio racconto perché qualcuno mi ha fatto notare che non è giusto far passare per proprie parole che non lo sono! Volentieri svelo l'autore di queste parole: padre Augusto Gianola, il mio primo legame con il PIME. Fanno parte di una sua preghiera che ritengo molto bella...le ho citate a memoria perché quella preghiera è rimasta nella borsa che mi hanno rubato due anni fa!

    In viaggio verso Cabouxangue......
    E' stato un viaggio diverso dal solito: non guidavo, non eravamo con il nostro Land Cruiser. Io e Biamsum siamo stati a Cabouxangue con il camion della Caritas di Bafata', guidato dal suo autista, il fantastico Mister (Domingos è il suo vero nome, ma tutti lo chiamano Mister!).
    Siamo andati con un carico di cemento, ferro, chiodi, pale e carriola per poter far procedere i lavori di recupero della scuola iniziati lo scorso anno.
    Vi assicuro che il viaggio in camion è un'esperienza unica! Sulle bellissime strade della Guinea Bissau, sei sballottata a destra e a sinistra e se non ti assicuri ti troveresti ogni due per tre in braccio all'autista! Sono arrivata a destinazione che mi sentivo tutta sballottata e dolorante, ma anche questa è vita!
    Ho incontrato la gente dell'associazione che è impegnata nella ristrutturazione della scuola: sono molto contenti dell'aiuto ricevuto, mi hanno ringraziato infinite volte (ma il grazie è per tutti coloro che hanno contribuito) e hanno promesso che per aprile anche il secondo padiglione sarà pronto.
    Cabouxangue è un villaggio che un tempo doveva essere molto bello...lo era a detta di Biamsum ed è l'impressione che ho avuto anche io facendo un giro.
    Tra le foto che ho fatto ho scelto di mostrarvi il porto di Cabouxangue e una struttura appartenente alla categoria "ciò che resta". Come potete vedere il porto è ancora una struttura ben conservata, la presenza di quella specie di gru (non so il suo nome esatto) dimostra che in questo porto arrivavano navi con carichi grossi e pesanti che venivano scaricati grazie ad essa...oggi a Cabouxangue arrivano solo canoe di legno e il porto è utilizzato per seccare il riso!
    Della categoria "ciò che resta" fa parte la costruzione che vedete nella fotografia, che insieme a tante altre case e magazzini faceva parte delle strutture di un progetto del Ministero dell'Agricoltura della Guinea: era il tempo di Cabouxangue grande produttore di riso...oggi è praticamente tutto abbandonato e case e magazzini sono abitati dalle mucche!
    In realtà ancora oggi Cabouxangue è uno dei maggiori produttori di riso, ma non si può paragonare a quel tempo quando il governo aveva investito su quelle terre.
    Ciò che sempre rimane nel cuore e nella mente quando vedi queste situazioni è un senso di desolazione, di frustrazione, di incapacità di capire perché tutto è stato abbandonato tanto che ora il recupero delle strutture richiederebbe grossi investimenti...ma anche questa è vita in Guinea Bissau!

    Monica lettera 21 porto  Monica lettera 21 magazzino

    In viaggio dentro se stessi...
    E' il viaggio che ogni anno posso fare grazie al PIME: una settimana di ritiro spirituale, di silenzio, di tempo per guardarsi dentro e per stare con il Signore. Non smetterò mai di dire che questo tempo è una grande grazia della mia esperienza di missione!
    Quest'anno gli esercizi sono stati predicati da padre Ferruccio Brambillasca, Superiore Generale del PIME, al termine della sua visita in Guinea Bissau.
    Padre Ferruccio ci ha aiutato a ripercorre il cammino che dalla FEDE ci porta alla CONVERSIONE e successivamente alla GIOA, CARITA' e PREGHIERA.
    Ciascuno di noi é fragile, anche sforzandoci di camminare sulle strade del Vangelo avvertiamo il peso della nostra debolezza, che non ci fa compiere il bene che vogliamo, ma il male che non vogliamo. Ma ogni nostra ferita può diventare una perla e, come il vetro, più siamo fragili più splendiamo. Se la nostra fede è forte come una quercia e flessibile come il bambù ci porterà al pentimento, alla conversione e quindi alla gioia, per essere missionari FELICI, SINCERI e BELLI!
    Grazie padre Ferruccio!

    Monica lettera 21 ritiro

    Il mio viaggio prosegue da sola...
    Al termine della settimana di ritiro Placido è rientrato in Italia per risolvere alcuni problemi personali. Placido, il mio grazie per il tempo e il lavoro condiviso e il mio augurio sincero perché il Signore accompagni la tua vita, le tue scelte, il tuo cammino futuro.
    Voglio rassicurare le tante persone che mi hanno espresso la loro preoccupazione: fosse stato all'inizio della mia esperienza certamente sarebbe stato diverso, ma dopo 3 anni il fatto di essere rimasta sola non mi spaventa. Certo, il lavoro è molto, le cose si sovrappongono, il tempo libero diminuisce, ma la volontà c'è, i collaboratori anche, il sostegno da parte della famiglia PIME non manca!
    Continuo a fare del mio meglio, senza strafare...e quando mi sentirò troppo sola mi metterò in viaggio verso Bafatá, Takir, Cafal, Catió,etc...a cercare sostegno nelle belle relazioni create in questi anni.
    Il lavoro in questi mesi è sempre molto intenso, perché oltre ai corsi in programma bisogna sfruttare il tempo secco per riuscire a visitare il maggior numero di villaggi possibile.
    In questi primi mesi abbiamo realizzato corsi di trasformazione della frutta, metodo partecipativo (una tecnica per coinvolgere i villaggi nell'identificazione dei problemi e delle possibili soluzioni), orticultura in trasferta a Suzana, costruzione di servizi igienici (dovete pensare ad una latrina stile scout o campeggio!). Pensate che nel villaggio di Nhabijão c'è un quartiere con 78 famiglie e le latrine sono solo 7!!! E' una situazione che deve essere assolutamente migliorata ed abbiamo riunito i capi del villaggio per trovare insieme delle soluzioni: il primo passo è la partecipazione di 2 muratori per ogni quartiere alla formazione, perché poi possano impegnarsi nella costruzione.
    E non è solo il lavoro del Centro ad essere intenso, ma anche quello della gente che taglia, raccoglie, trasporta il riso a casa per poi batterlo, seccarlo e immagazzinarlo.
    L'immagine qui sotto è uno degli incontri più frequenti che si fanno lungo i sentieri e le stradine dei villaggi: donne con enormi carichi di riso, riso, e ancora riso....
    un abbraccio e un bacio a tutti e a ciascuno
    Monica     (1 marzo 2015)

    Monica lettera 21

  • ALP - Lettere da Monica - Guinea Bissau 21bis

    Ciao a tutti,
    sono tornata in GB da qualche giorno e questa volta vi regalo i miei racconti in forma di filmato (vediamo se i mezzi tecnologici lo permettono!).
    Qualche parola per introdurre e poi...buona visione! (se non si apre cliccandoci sopra, copiate l'indirizzo)

    https://youtu.be/WYceQJYJRkc

    La prima parte è dedicata alle donne,
    spina dorsale della Guinea come di tutta l'Africa, con le loro fatiche e le loro gioie, le donne che incontro...
    la canzone di sottofondo dice che sono le donne che hanno partorito il mondo, ma il mondo le ha rifiutate...

    La seconda parte è dedicata al progetto Cabouxangue,
    la scuola per cui 2 anni fa tanti di voi hanno dato il loro contributo...
    come erano i padiglioni prima e dopo il lavoro...

    La terza parte è dedicata a Nhabidjon,
    la mia vita e il mio lavoro al centro, le persone che incontro, i corsi, il lavoro nei villaggi, le ristrutturazioni del refettorio e della strada.

    La quarta parte è dedicata alle relazioni,
    la famiglia PIME, gli amici della Medicina Naturale e i collaboratori della Caritas.
    La musica di sottofondo dice l'orgoglio di essere nato in Guinea, la terra migliore del mondo...nonostante tutto!

    La quinta parte è dedicata a Ebola...
    in sottofondo una musica di 2 giovani guineensi che dice l'importanza di lavare le mani con il sapone!

    La sesta parte è dedicata alla Guinea Bissau...

    un abbraccio a tutti e a ciascuno
    Monica     (28 maggio 2015)

  • ALP - Lettere da Monica - Guinea Bissau 22

    Cari amici,
    comincio a scrivere questi racconti nel giorno del 25esimo anniversario della morte di padre Augusto Gianola, il mio primo legame con il PIME. Sono passati tanti anni, eppure il ricordo del suo funerale è impresso nella mia memoria, così come le sue visite a casa nostra quando ero bambina e rimanevo affascinata dai suoi racconti, nonché i suoi gesti "affettuosi" nei miei confronti (mi prendeva per i codini e mi sollevava!!!).
    Una preghiera perché da lassù continui a vegliare su tutti i suoi amici Cent Pe e su tutti i missionari del PIME nel mondo.
    Sono già trascorsi più di 2 mesi dal mio rientro in Guinea e solo ora ritaglio un po' di tempo per i racconti e, come potete vedere, ci sono volute quasi 2 settimane prima di riuscire a terminare e ad avere accesso ad internet per poterli inviare. Nel mio cuore c'è ancora la gioia dei momenti trascorsi a casa...non avevo "pubblicizzato" il mio rientro per non dover fare la trottola per incontrare tutti, ma ho condiviso alcuni momenti importanti con le persone a cui voglio bene: Prima Comunione, Cresima, chiacchiere con amici/amiche, momenti di vacanza, il viaggio a Tollegno e, non ultimo, i momenti con lo zio Ettore. Ciao zio, ti ho salutato e sapevo che non ti avrei rivisto...ma so che mi accompagni ancora, perché tu sei con me dal primo giorno della mia vita!

    Academia Ubuntu
    Dal mio rientro sono stata presa dal vortice delle attività...consolidate e nuove. Tra le nuove attività vorrei raccontare di Ubuntu.
    Ubuntu è una parola africana, o meglio un concetto filosofico, che significa "Io sono perché tu sei. Posso essere Persona solo attraverso le altre Persone". Si ispira all'esempio di vita di grandi figure come Nelson Mandela, Amilcar Cabral, Martin Luter King, Desmod Tutu, Ghandi, Aug Saan Suu Kyi e ed un progetto di formazione di giovani leaders perché siano agenti di trasformazione nelle loro comunità, aiutandoli a sviluppare e consolidare competenze di lideranza e di servizio verso la comunità.
    "Farai qualcosa per migliorare la tua comunità?" – chiede Nelson Mandela in un'intervista quando spiega la filosofia Ubuntu.
    L'Academia Ubuntu ha iniziato quest'anno il progetto di formazione di 70 giovani in Guinea Bissau. Ho conosciuto il progetto grazie a p. Alberto e sono andata a presentare il Centro "Feira das Possibilidades", quale esempio di un progetto che ha proprio lo scopo di migliorare la comunità. Ho incontrato una
    realtà molto bella, giovane, dinamica e con voglia di fare...un bello spaccato di gioventù guineense!
    Il percorso di formazione si conclude con la divisione in gruppi di lavoro, ciascuno dei quali deve preparare un progetto di azione sociale che verrà presentato all'Unione Europea per l'approvazione e il finanziamento. Quando mi hanno chiesto se ero disponibile ad essere tutore di uno dei gruppi di lavoro...non ho potuto che accettare! Perciò ora lavoro anche insieme ad un gruppo di giovani, aiutandoli nella stesura del progetto, il che ha aggiunto alcuni viaggi non previsti a Bissau, per potermi incontrare con loro. E' successo sabato 26 luglio: sono partita da Nhabijão alle 15.30 per incontrarmi con loro alle 17.30. Il luogo di ritrovo è un bar/container (sì, un container trasformato in bar! Qui i container sono di tutto: negozi, bar, magazzini, etc.). Cominciamo a lavorare all'aperto, ma alle 18.30 circa comincia a piovere, quindi ci ritiriamo sotto la tettoia: potete immaginare il rumore della pioggia sulla lamiera, unito al rumore di non so quante altre persone e a quello della musica a palla! Ma noi, alzando la voce, continuiamo a lavorare, senza accorgerci del tempo che passa. Anche al termine del lavoro siamo bloccati sotto quella tettoia dalla pioggia scrosciante che continua a scendere: solo alle 21.30 decido di uscire, nonostante la pioggia, perché devo arrivare ancora fino alla casa PIME a Takir, non ho le chiavi, non ho ancora mangiato e la strada me la immagino un fiume...arrivo senza problemi, bagnata come un pulcino!

    Monica lettera 22 2

    Esperienze di viaggio
    La mia prima esperienza di viaggio con i mezzi pubblici in Guinea Bissau è stata un disastro! Il programma della giornata era questo: io e Domingos andiamo da Bissau a Mansoa, poi lui con la nostra HILUX torna a Nhabijao e io con i mezzi torno a Bissau, ad aspettare il Land Cruiser che è dal meccanico. E' una giornata di pioggia, piove ininterrottamente da 15 ore! Alle 15.30 sono già alla fermata di Mansoa, il tipo che vende i biglietti mi dice che quelli disponibili li ha già venduti tutti. Non mi scoraggio...aspetto i prossimi biglietti disponibili. Dopo circa mezz'ora il tipo chiama tutti quelli che avevano acquistato i biglietti, ritira il biglietto e gli restituisce i soldi dicendo che non ci sono mezzi...poi va a casa dicendoci "se arriva un trasporto arrangiatevi!".
    Non perdo ancora la speranza: se riesco a salire su un mezzo per le 18 è ok perché significa che riesco a chiedere un passaggio a padre Alberto che lavora fino alle 19. Se non ce la faccio entro quell'ora è più difficile perché poi arrivare alla casa PIME a Takir non è così semplice. Comincio a chiamare le suore di Mansoa, chiedendo ospitalità per la notte nel caso non riuscissi a partire. Verso le 17 arriva un mezzo di trasporto: avreste dovuto vedere che corsa, in mezzo al fango, per arrivare primi a prendere un posto...non ci penso neanche!!! L'ultima speranza è verso le 18.30: arriva un 7posti, riesco anche ad avere un posto, poi una signora piangendo mi chiede di lasciarla andare...lei non ha un posto dove dormire, io sì...perciò le cedo il posto. Godo della generosa ospitalità delle suore e la mattina di buonora mi imbarco sul primo 7posti in partenza da Mansoa. Alle 8 sono già a Bissau.

    A Catió...
    Il programma è di andare a Catió per qualche giorno di riposo, per stare un po' in compagnia di Priya e dei padri: parto il venerdì per tornare il martedì, perché il mercoledì ho un incontro a Bissau.
    Il viaggio è ottimo perché la strada è stata sistemata (dovrebbe resistere a questa stagione della pioggia) e in 3 ore e 15 minuti sono già arrivata!
    I giorni a Catió trascorrono sereni, insieme ai padri, a Priya e a Davide e Francesco di Giovani e Missione. Il martedì mattina però mi alzo con qualche problema gastro-intestinale...i programmi si fanno e si disfano: certamente non parto perché sono uno straccio! Io e padre Maurizio siamo nelle stesse condizioni, mentre tutti gli altri stanno bene. Senza angosce e senza farmaci, lascio uscire tutto ciò che mi ha fatto male e in un paio di giorni mi rimetto in forma in buona compagnia. Il giovedì posso tornare, anche se Priya vorrebbe trattenermi ancora "Monica, devi proprio andare? Dai, fermati ancora un giorno!"
    Vi auguro delle buone vacanze!
    un abbraccio e un bacio a tutti e a ciascuno
    Monica     (9 agosto 2015)

    Monica lettera 22

  • ALP - Lettere da Monica - Guinea Bissau 23

    12 agosto 2015......qualcosa si rompe.
    Cari amici,
    nel tessuto della vita a volte si creano degli strappi: alcuni si rammendano, altri no; se la sarta è brava il rammendo è "invisibile", altrimenti rimane il segno, come quello di una cicatrice...
    Il 12 agosto segna una nuova data da ricordare per la Guinea Bissau. A volte le date sono da ricordare per qualcosa di positivo, altre volte per qualcosa di negativo. Il 12 agosto è la data in cui qualcosa si è rotto in Guinea Bissau: è la data nella quale il Presidente della Repubblica, José Mario Vaz, ha esonerato il Primo Ministro (Domingos Simões Pereira) e il suo governo.
    Si rompe il rapporto tra queste due figure, si rompe la stabilità che sembrava essersi creata nel paese, si rompe il legame e la fiducia popolo-istituzioni, si interrompe il cammino sulla via del miglioramento che sembrava iniziato con la ristabilita democrazia e il lavoro del governo...
    Ancora una volta la Guinea entra in una crisi politica! Senza voler spiegare tutti i dettagli di ciò che è previsto dalla Costituzione in questi casi, racconto solo i fatti. Il Presidente della Repubblica nomina un nuovo Primo Ministro, senza consultare i partiti. Questo viene ritenuto incostituzionale e si chiede il giudizio del Supremo Tribunale; il giorno precedente alla lettura del verdetto, il nuovo Primo Ministro forma il nuovo governo, con tanto di cerimonia di investitura da parte del Presidente. Oggi quel governo è chiamato il Governo 48, perché 48 ore dopo il Supremo Tribunale giudica invalida l'elezione del Primo Ministro: tutto da rifare!
    Non so, sembra quasi un gioco o una telenovela...ma è la realtà di ciò che è successo! E se non bastasse è dovuto venire un mediatore esterno per assicurarsi che il processo andasse a buon fine! La domanda che mi faccio è: "come può una classe politica, una nazione, abbassarsi a tanto? A dover far intervenire un estraneo per mediare una crisi politica?".
    In ogni caso, il processo è ricominciato.
    Il Presidente ha chiesto al Partito che ha vinto le elezioni di presentare una nuova candidatura per il ruolo di Primo Ministro, è stato presentato e accettato il nome di Carlos Correia, 81 anni (nella foto), che ha già ricoperto il ruolo per ben 4 volte. Ora la Guinea ha un nuovo primo Ministro, ma non ancora un nuovo Governo.
    Ieri, 24 settembre, 42° anniversario dell'Indipendenza, è stato il primo nella storia del Paese festeggiato senza un Governo!

    Monica lettera 23 Correia 

    Chissà cosa sta pensando il padre della Patria, Amilcar Cabral!
    In tutto questo processo possiamo evidenziare come fatti positivi l'imparzialità del giudizio del Supremo Tribunale, la distanza e il non intervento delle Forze Armate in tutto il processo della crisi politica (forse per la prima volta in tanti anni!). La calma e la pazienza dimostrata dal popolo può essere considerata positiva da un lato, ma non ha forse diritto un popolo di un paese democratico di alzarsi in piedi e di far sentire la propria voce in una situazione come questa?

    Progetti, progetti e ancora progetti
    Sapete che il lavoro missionario può essere portato avanti grazie all'aiuto di finanziamenti che si ricevono in seguito alla presentazione di progetti. Ebbene, l'inizio di settembre è stato caratterizzato dalla scrittura e presentazione di nuovi progetti e dalla chiusura e rendicontazione di altri. Due progetti presentati per ottenere un finanziamento dall'Unione Europea: il primo Caritas e l'ONG italiana COPE, per il sostegno alle attività del gruppo della Medicina Naturale; il secondo Caritas e l'ONG italiana LVIA, per sostenere parzialmente le attività di Nhabijão nell'area dell'agricoltura. Non vi immaginate la quantità di moduli da compilare!
    Ancora, come Consiglio Caritas della diocesi di Bafatá stiamo preparando un progetto da presentare alla CEI, per il sostegno per 3 anni delle attività del Centro di Nhabijão.
    Infine, ho chiuso la rendicontazione del progetto "Vita in abbondanza", presentato come PIME Regione GB e finanziato dalla Fondazione Pimeonlus, attraverso i fondi del 5x1000. Anche qui significa relazioni da fare per raccontare come sono stati utilizzati i soldi, fatture e fotografie da raccogliere per dimostrare ciò che si racconta, bilanci di spesa da compilare.
    Buone notizie: il nuovo progetto presentato alla Fondazione Pimeonlus (5x1000) è stato approvato e potremo cominciare le attività non appena arriveranno i soldi!
    Anche il progetto presentato con il gruppo di ragazzi dell'Academia Ubuntu è stato approvato...ora non ci resta che realizzarlo!

    31 agosto: Giornata Africana della Medicina Tradizionale
    Ancora una volta questa data ha segnato un appuntamento importante per il gruppo della Medicina Naturale che ho l'onore di coordinare. Quest'anno per la prima volta l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ci ha invitato a lavorare insieme per la preparazione dell'evento. La collaborazione è bella, ma anche difficile! Sono stati giorni di lavoro intenso, ma anche di buoni risultati. Inoltre quest'anno abbiamo avuto come "ospite d'onore" proprio in quei giorni due grandi amici del gruppo della Medicina Naturale: la dott.ssa Sonja e suo marito Arnold! E' stata per noi una grande gioia poter condividere con loro questo momento. Sonja ci ha anche aiutato nelle riflessioni e decisioni che dovevamo prendere per la presentazione del progetto all'Unione Europea. Grazie di cuore!
    Purtroppo, impegnata come ero in mille cose, non ho nemmeno una bella fotografia con Sonja! L'unica fotografia che ho è questa: la tavola pronta ad accogliere gli invitati alla cerimonia ufficiale della Giornata...
    un abbraccio e un bacio a tutti e a ciascuno
    Monica     (26 settembre 2015)

    Monica lettera 23 medicina

  • ALP - Lettere da Monica - Guinea Bissau 24

    Cari amici,
    questa volta vi racconto qualcosa di questa terra usando le parole di un articolo apparso su un sito web della Guinea. E' un po' lungo, ma è un buon quadro della situazione.

    Guinea-Bissau: la gioventù può essere una prigione

    Nei quartieri di Bissau i giovani mostrano un misto di disperazione e rassegnazione che si riassume nella parola criola "coitadeza". Per molti l'Europa, con il Portogallo in testa é la soluzione.
    Si riparano dal sole sotto un albero alto, con molte foglie. Alcuni sono seduti su un tronco disteso sulla terra rossa, altri su vecchi pneumatici o su sedie portate da casa. Può succedere che rimangano lì tutto il giorno. Lassana Massuba Sila, un ragazzo alto, con uno sguardo profondo, è lui che ha creato questa
    "bancada" nel quartiere Belém, periferia di Bissau.
    All'ombra di quell'albero sono seduti 34 giovani con un fornello a carbone, una teiera e 3 bicchieri piccoli. Stanno preparando un the verde, zuccherato, che chiamano warga. Alcuni studiano ancora. Molti non studiano né lavorano, come Lassana. "Io ho terminato il liceo lo scorso anno. Aspetto una borsa di studio. Vorrei studiare ingegneria informática, ma la situazione...I poveri rimangono sempre indietro."
    Esistono tante di queste bancadas nei quartieri di Bissau. Spesso questi gruppi informali vengono ridotti a giovani che "não querem pegar tesu", cioé che non vogliono lavorare, sforzarsi. Il sociologo Miguel de Barros, che si dedica allo studio dei giovani e delle loro forme partecipative, li considera un modo di esprimere la loro delusione per la situazione in cui si trova il Paese, di protestare.
    "Quei giovani non riescono ad entrare nel mercato del lavoro", sottolinea Barros. Lo Stato non ha più possibilità di contrattare, l'industria non esiste, i servizi scarseggiano, le organizzazioni non governative danno lavoro ad un numero ridotto. "Scelgono lo spazio più in vista della loro zona per
    mostrare la loro precarietà, proiettare la loro condizione di disperati, di vulnerabili."
    Ci sono bancadas di assalto, altre di vigilanza dei quartieri, quelle che fanno rap, altre che diventano centri di dibattito prima e dopo ciascun atto elettorale e bancadas che si organizzano per raccogliere immondizia.
    Lassana ha cinque fratelli, tre più grandi di lui, che ha 22 anni. Uno solo di loro ha un lavoro fisso. Lui insieme al padre, che fa piccoli lavori saltuari, sono il sostegno di tutta la famiglia. La madre chiede agli altri figli che non entrino in una "vita senza uscita", cioè che non entrino nel crimine. Seduto su quel tronco, Lassana si lamenta del Paese: "Ogni giorno è sempre peggio. Siamo noi giovani che paghiamo per tutto." Rimangono legati alla gioventù, uno status di mancanza di indipendenza.
    Essere giovane in Guinea Bissau non è uguale ad avere età compressa tra 18 e 35 anni. La gioventù dipende da genere, etnia, condizione economica. Il periodo è generalmente più corto per le ragazze, che arrivano presto al matrimonio e alla maternità, e normalmente lungo per i ragazzi, che escono dalla gioventù solo attraverso rituali di iniziazione e/o assunzione di responsabilità.
    "Qui nella bancada è tutti i giorni la stessa cosa", dice Nézio Aniceto Rafael Pereira, il più alto dei ragazzi. Parlano di sport, politica, educazione, lavoro. "Loro pensano che l'Europa é la soluzione per i problemi", riassume. Andare in Europa è "uscire dal buio", cioè fare il salto verso un mondo con un orizzonte, guadagnare indipendenza, diventare adulto.
    In un istante si percepisce la rivolta contro il modo con il quale i più vecchi hanno diretto il Paese. Nezio riassume: "Quando una persona sta cercando di fare qualcosa di buono, l'altro che non sta lavorando, comincia a fargli guerra. E questo non è positivo! Chi merita di lavorare, che lo lascino lavorare. Chi non merita, che rimanga a casa!".
    Non è solo l'instabilità politico-militare, è anche la fragilità della Stato e dell'economia. Il Paese dipende dagli aiuti esterni, esporta quasi solo anacardio, è incapace di garantire servizi e infrastrutture di livello base, quali luce, acqua, salute e educazione.
    Almeno il 20% dei bambini in età scolare non vanno a scuola. Di quelli che vanno, solo il 63% ha la probabilità di arrivare al 6° anno, il 51% al 9º anno; il 46% all'11º. E' con questa specie di "amputazione" che i giovani devono affrontare le sfide dell'integrazione nella Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale, con la libera circolazione di persone e beni. O la vita in paesi quali Portogallo, Spagna, Francia, Lussemburgo, Regno Unito.
    Non tutti si limitano ad aspettare una borsa di studio o un familiare che faccia da ancora. Proliferano le organizzazioni giovanili. Molti le considerano un trampolino per la vita professionale, osserva Miguel de Barros. Pensano che li possa aiutare ad accedere ad una borsa di studio all'estero o a guadagnare una posizione sociale capace di aprire le porte del mercato del lavoro. Nezio, che oggi ha 32 anni, ha percorso questo cammino.
    Ha iniziato la scuola a otto anni. Prima non c'erano "condizioni per pagare iscrizione, materiale didattico e anche cibo". Il padre non voleva saperne di lui e la mamma vendeva cibo per la strada. Con l'aiuto di uno zio ha terminato il liceo. E' entrato in una associazione giovanile e si è avvicinato ad una ONG legata all'area della difesa dell'ambiente e alla promozione della cittadinanza, svolgendo piccoli compiti. Tre anni in questa attesa. Ha approfittato di un'occasione per fare un breve corso di informatica. E ha aspettato un altro anno. Ha fatto un corso professionale di contabilità. Ha aspettato altri tre anni e, alla fine, è stato selezionato da una ONG per un progetto. "Sto aspettando che mi chiamino". 
    Quello che conta è guadagnare abbastanza per pagare l'affitto di una camera, assicurare "um tiro kada dia", cioè un pasto al giorno, e aiutare la mamma, che é stata immobilizzata da una trombosi. Non si sente diverso. Tutto intorno a lui è lotta per la sopravvivenza. 
    Non si vedono molte ragazze sedute nelle bancadas o a capo di associazioni giovanili. Gli uomini sono più presenti nello spazio pubblico e le donne più associate allo spazio privato, ma basta camminare per le strade polverose di Bissau per vederle vendere condimenti fatti in casa, dadi, porzioni di noccioline, sacchetti di anacardi, frutta, scarpe usate, galline vive, pesce affumicato, pesce fresco...
    Laida Có lavora da lunedì a sabato nel labirintico mercato di Bandim, il più grande di Bissau. Da quando ha compiuto 15 anni aiuta la mamma a vendere pesce. Si sveglia verso le 7.30...le vecchie e colorate barche dei pescatori attraccano presto. Sta in piedi dalle 9 alle 13, a bagnare il pesce disposto su un tavolo inclinato. "A volte, quando sono al mercato, ci sono giovani e anche adulti che mi passano vicino e si chiedono: "sarà proprio lei? No, non può essere!" Non possono credere che è proprio MC Leidy che sta vendendo il pesce." 
    MC Leidy é il suo nome d'arte. Nel suo ruolo di rapper, la ragazza, di 22 anni, consiglia: "Perché un giovane sia un buon esempio deve seguire un cammino che lo ricompenserà nel futuro. Nel mondo di oggi le persone devono scegliere un cammino e seguirlo. Deve essere un cammino che non le faccia cadere." 
    Non si ricorda di non aver lavorato. La sorella più grande è stata cresciuta da un familiare, l'altra era troppa piccola. Tutto era sulle sue spalle. "Scopavo, pulivo, andavo a prendere l'acqua, cucinavo, lavavo i piatti e poi dovevo prepararmi per andare a scuola." I due fratelli più grandi non avevano questi incarichi. "A volte il più grande andava al mercato a comprare il mafé (carne o pesce), ma per il resto nulla!". 
    Oggi, quando termina con il mercato, torna a casa e va a lezione al Centro Culturale Portoghese, e vede i ragazzi seduti nelle bancadas del quartiere Settore 7. Pensa che devono essere "figli di buone madri", ossia che abbiano qualcuno che li sostenga. "Se stai seduto è perché qualcuno ti dà; se no, devi alzarti e sacrificarti per racimolare almeno 25 franchi. Dal momento che io non ho nessuno che me li dia, per non entrare nella "malavita", lotto", dice. E lottare è anche vestire un pantalone largo, un cappello e cantare. 
    Il rap è diventato popolare come strumento di contestazione dei poteri politici e militari e di denuncia della situazione politica, economica e sociale, soprattutto a Bissau. E' un fenomeno indissociabile da un altro, quello delle radio comunitarie. 
    Tutto é iniziato prima della guerra civile, con il programma settimanale "rap pa raperus", alla radio privata "Pindjiguiti". La stazione fu saccheggiata durante il conflitto. Per iniziativa della Rete Nazionale delle Associazioni Giovanili nacque la Radio Comunitaria Giovane. E' qui che va in onda il programma Onde Culturali. 
    Braima Darame, direttore della radio, vuole dare voce ai giovani che, nonostante tutte le avversità, dimostrano creatività. "Attraverso la radio proviamo ad appoggiare questi giovani, che non si limitano ad aspettare un'opportunità per andare in Europa e, allo stesso tempo, svegliano le coscienze degli altri. Questi giovani possono essere d'esempio, possono dimostrare che anche qui si può fare qualcosa!" 
    Braima é collaboratore della Deutsche Welle, radio internazionale tedesca con alcuni programmi in portoghese, e già ha perso il conto delle volte che ha dovuto usare soldi suoi per sostenere la Radio Giovane. Non che abbia molto da dare. Lui e un fratello sono il sostegno della famiglia, formata da 12 persone. "Continuiamo questa vita senza nulla...". Ha già avuto opportunità per andare all'estero, ma non ha accettato. Ha 28 anni e occupa la posizione di direttore da 8 anni. "Ho preso a carico questo progetto, un gruppo di giovani che tenta cambiare il proprio paese in regime di volontariato."

    Chi ha detto che nessuno crede nella Guinea-Bissau?
    Con la speranza di credere sempre più in questa terra, accogliamo ancora una volta in questo Natale la Speranza, la Vita che nasce!

    Buon Natale!

    Dopo 4 anni lo trascorrerò a casa...gioia grande! Per tornare qui con nuova energia...

    un abbraccio e un bacio a tutti e a ciascuno
    Monica    (19 dicembre 2015)

  • ALP - Lettere da Priya - Guinea Bissau 1

    Carissimi,
    Spero tutto bene!
    Io non mi posso proprio lamentare!!!

    Mercoledì, giovedì e venerdì ho fatto il corso di apicultura... Una figata!... Anche se in criolo, ho capito un po'... Il corso è tenuto da un vecchiettino carinissimo, Francisco e tutti - io, Elena di San Francisco e i 9 corsisti guinensi - abbiamo percepito il suo amore per le api, e abbiamo capito che c'è molta differenza tra i "cacciatori di miele" (che sfruttano e spesso uccidono le api) e i veri apicultori, che allevano e rispettano le api! Mercoledì sera sono andata a raccogliere il miele in 4 arnie (anche se poi in una il miele non l'abbiamo raccolto perché non era ancora pronto)...

    Alla fine, quando siamo tornati, io non sono neanche stata punta (altri sì, perché un po' di rischio c'è sempre, soprattutto con le api africane che sono più piccole, agili e aggressive di quelle europee)... e Domingo ha detto a Monica che sono pronta per la Guinea!!!... :):):)

    Ieri sono arrivata a Catiò e oggi con Monica abbiamo pulito e sistemato la mia camera. I bagni della casa degli ospiti sono davvero belli ora, e in più sono arrivati tavolo, sedia e armadio per la mia camera!.. Insomma, mi sento già strafortunata... pe. Fabio e pe. Maurizio sono stati gentilissimi!

    Vi abbraccio forte e vi auguro di cuore BUONA PASQUA!!!
    priya:)     (1 aprile 2015)

  • ALP - Lettere da Priya - Guinea Bissau 2

    Carissimi/e,
    Spero che stiate bene!
    Ormai è un mese che sono qui a Catiò, in particolare nel villaggio di Sua – parola che significa "Canna dell'India".
    Tutto procede bene. L'accoglienza da parte dei membri locali del P.I.M.E. È stata a dir poco ottima, ed in particolare devo ringraziare Monica (una laica dell'Alp, come me) che, ancora una volta, mi ha accompagnata nei miei primi passi qui.
    Con i padri – pe. Fabio e pe. Maurizio – e Mario (il responsabile delle scuole con il quale lavorerò) mi sto trovando molto bene e sento che da loro posso imparare tanto. In particolare in padre Maurizio, romano che vive qui da più di 40 anni, ho trovato un "nonno" fantastico, con cui mi diverto molto.
    Ancora non posso dire di avere una quotidianità, ma diciamo che le giornate iniziano alle 7 con le lodi, seguite dalla colazione. Quasi ogni sera, poi, vado alla messa in criolo (preceduta dal rosario). Insieme alle lodi, è un buon momento per ricordarsi una delle forze e dei motivi per cui sono qui. La messa, inoltre, è un'occasione preziosa per incontrare parte della comunità di Catiò. In particolare, mi sono innamorata di Renata, una bambina di 3 anni: fin dalla prima volta che mi ha vista mi è corsa incontro con quel sorriso allegro e spontaneo che solo i bambini possono sfoggiare.
    Per il resto, ormai da tre settimane ho un appuntamento fisso: il lunedì e il martedì mattina ho le lezioni di criolo con Gabriel, un uomo molto rispettato nella comunità; è in gamba, e le nostre lezioni sono interessanti anche perché sono un'occasione per confrontarci su diversi argomenti, come la storia della Guinea e la situazione sociale attuale.

    Progetto scuole
    Io e Mario abbiamo iniziato con il mettere in ordine l'ufficio (è stato un lavoro abbastanza lungo, che ha portato via due intere mattine, perché abbiamo dovuto liberarlo delle molte cose – compresi riso, biciclette, lampade vecchie – che si sono accumulate lì, quasi fosse un magazzino). Nei giorni scorsi poi, abbiamo iniziato a ordinare i file e ad archiviarli sul nuovo computer (la maggior parte dei file hanno il nome di "Ministério da Guiné 1, 2, 3".... perché sono stati salvati come da default, con le prime parole del documento...)".
    Insieme a padre Fabio e Mario ho visitato 4 delle 5 scuole. In particolare, ieri abbiamo visitato la scuola sull'isola di Komo. Qui, dove vivono per la maggior parte Balanta, le difficoltà scolari mi sono sembrate molto più marcate, soprattutto perché – a differenza di ciò che avviene per esempio a Catiò – in casa i bambini parlano solo balanta, così, quando arrivano a scuola, devono imparare cose nuove in criolo, una lingua che sentono parlare praticamente per la prima volta. Certo, i professori aiutano un po', soprattutto all'inizio, parlando anche un po' di balanta!
    Tra le diverse persone che ho incontrato, sicuramente mi ha colpito uno degli anziani del gruppo di gestione; mi ha accolto benissimo e abbiamo parlato bene insieme. Ex combattente nella guerra d'Indipendenza, è stato fra i primi a volere la scuola; in particolare, ho apprezzato molto il fatto che – sicuramente grazie alla sua esperienza di vita – abbia forte l'idea che i cambiamenti e i passi avanti si fanno solo insieme, se tutti ci diamo da fare. A volte vedo venir meno questo atteggiamento attivo e propositivo, perché mi è già capitato di incontrare persone che aspettano solo che sia lo Stato o "il bianco" a migliorare la realtà; certo, questo è anche per colpa dei tanti stranieri che vengono qui, costruiscono strade, pozzi, scuole, oppure danno soldi o portano container pieni di cose, coinvolgendo poco i locali e poi se ne vanno come sono venuti. A tal proposito, due giorni fa sono rimasta colpita da come ci sia una bella biblioteca per bambini nel centro di Catiò, allestita dai portoghesi tre anni fa, che resta sempre chiusa.
    Per il resto, ho iniziato a confrontarmi con le due insegnanti della prima e della seconda classe della scuola di Areia (la scuola più vicina alla missione in cui vivo) sulle difficoltà che incontrano e su come possiamo risolverle insieme, soprattutto in vista del nuovo anno scolastico. Mi sento super fortunata ad aver trovato queste due insegnanti – Djuku e Segunda – perché si dimostrano appassionate al loro lavoro, consapevoli dei limiti che dobbiamo cercare di superare e disposte a lavorare insieme. L'idea è che insieme a loro inizieremo a preparare un po' di materiale per la classe prima, che a settembre consegneremo anche agli altri professori di prima delle altre scuole per supportarli nell'insegnamento (alcuni dei professori non hanno una formazione adeguata perché magari hanno finito solo le nostre medie).
    Soprattutto all'inizio, infatti, lavorerò con le classi prime e seconde, solo in seguito con le altre, per cercare di avere delle basi più solide sulle quali poi costruire gli anni successivi (terza, quarta, quinta e sesta classe).

    Avventure
    - Bellissimo viaggio in barca tra le mangrovie per raggiungere la scuola sull'isola di Komo... dove ho finito per mangiare per terra in un unico piatto condiviso con altre 5 persone, due delle quali spezzettavano con le mani la carne di capra e la passavano agli altri... e non ho potuto rifiutare di mangiare la carne, perché i grandi della comunità hanno deciso di uccidere la capra proprio per il mio arrivo (avrebbe dovuto essere un pollo, ma è stato difficile da reperire...)!.. :(
    - Lezione di guida: direi tendenzialmente bene... a parte la velocità alquanto moderata (ma, come si dice, la prudenza non è mai troppa, no?) e la necessità di aprire anche la seconda porta del cancello della missione (quella che resta sempre chiusa) perché il numero di manovre per entrare stava diventando davvero infinito....
    - Camminata nella risaia: al ritorno ho guidato io... la direzione l'ho sempre azzeccata... un po' meno la strada giusta da percorrere, ma alla fine siamo arrivati sani e salvi!
    - Ricerca dei semi di carruba da piantare: con pe. Maurizio abbiamo camminato per due ore nella foresta, preceduti da un signore locale che ci apriva la strada con il tarsadu (un macete).

    Un abbraccio a tutti e a ciascuno,
    priya:)     (27 aprile 2015)

  • ALP - Lettere da Priya - Guinea Bissau 3

    Carissimi,
    Spero che stiate bene.
    Una mattina della seconda settimana di maggio... "Ieri-ieri!" "Pioviggina!" (in crioulo). Andandosene, la pioggia ha lasciato il buonissimo profumo della terra bagnata e ha fatto sbucare degli insetti rosso sgargiante.
    La pioggia ha segnato anche il cambio dei prodotti della terra e delle attività: il periodo del kajù è terminato, lasciando il posto a quello molto breve dei manghi; le persone che ancora non avevano terminato di coprire il tetto con la paglia nuova, si stanno accingendo a farlo (non posso dire "affrettando" perché sto capendo sempre di più quanto questa parola sia "fuori luogo"...). Purtroppo, comunque, le piogge vere, abbondanti, non sono ancora arrivate. Tutti sono in attesa, perché segneranno l'inizio dei lavori nelle risaie.
    Dall'ultima volta che vi ho scritto, sono successe almeno tre cose interessanti:
    ■ Abbiamo avuto ospite qui per una settimana Isabel, una signora portoghese che si occupa di campagne di prevenzione malattie (in questo caso colera ed ebola). È stato istruttivo seguire le sue attività, anche se purtroppo da un lato bisogna dire che, ora che l'allarme ebola è passato, le norme igieniche sono quasi già tutte dimenticate e dall'altro che le azioni sanitarie non sono state organizzate in modo univoco e coerente, nel contesto di un più ampio piano nazionale da parte del Ministero della Salute, ma ciascuna ONG e associazione ha portato avanti le proprie iniziative in maniera isolata.
    ■ Dall'8 maggio ho partecipato alla Giornata Diocesana della Gioventù. É stato bello vedere l'entusiasmo dei giovani, partecipare alla gara di canto (come giurata!!!) e soprattutto ascoltare i discorsi delle donne "in cucina". Eh, sì, per quanto possibile ho dato una mano a cucinare sotto una tettoia improvvisata, con 2 fuochi accesi per i 2 pentoloni del riso e della carne o del pesce: sauna con affumicatura inclusa assicurate... come in una SPA praticamente, ma tutto gratis!!!
    ■ Alla fine del mese sono andata alla mia prima Assemblea Regionale, durante la quale ho incontrato tutti i padri e i laici del Pime presenti qui in Guinea. Sono stati giorni pieni, durante i quali abbiamo discusso il tema dei giovani qui in Guinea. Ho avuto anche modo di confrontarmi con il padre che a suo tempo aveva fondato le scuole in cui lavoro e il padre che ha elaborato il metodo bilingue (crioulo-portoghese) che si utilizza nelle nostre scuole, e così ho avuto una ulteriore conferma: ho ancora tanto da imparare!!!

    Progetto scuole
    ■ In questo mese ho continuato le visite alle diverse scuole, dove mi sono confrontata con i professori e a volte mi sono seduta fra gli alunni per assistere ad alcune lezioni. Ho anche proposto una prova in tutte le classi prime per cercare di capire meglio il livello sia delle singole classi che delle scuole.
    ■ Ho chiesto e ottenuto l'accesso alla biblioteca per i bambini situata nel centro di Catiò. Purtroppo è troppo piccola per ospitare una classe intera (che in media è composta da 35 alunni) per delle attività, ma almeno per il momento abbiamo previsto una lettura animata di un libro nel salone della biblioteca della nostra missione, e alla fine di quest'anno scolastico – o comunque sicuramente il prossimo anno – organizzeremo visite delle diverse classi di Areia.
    I due giorni in cui sono andata, comunque, è stato bellissimo vedere come una porta che da tempo era rimasta chiusa – e che io ho lasciato invece spalancata mentre andavo in esplorazione dei giochi e dei libri tra i diversi scaffali – abbia stimolato la curiosità dei bambini, di un direttore di una scuola statale e di un insegnante che passavano di lì per caso... Non resta che vedere cosa succederà... Per quanto mi riguarda, ho già ricevuto una mezza proposta di diventare la bibliotecaria di questo spazio... proposta molto interessante, ma sulla quale ho sorvolato ovviamente...
    ■ Da un po' di settimane ho iniziato a lavorare con una bambina muta di Areia, Kadidja. Per ora si tratta solo di incontrarci una volta alla settimana, ben poca cosa, ma per ora sto solo cercando di aiutando ad imparare a scrivere (è rimasta infatti abbastanza indietro rispetto ai suoi compagni). Non so bene come sia successo, soprattutto considerando che non ho assolutamente esperienza in materia, ma immagino che la sua spiccata vivacità e il suo avvicinarsi discreto sin dalla mia prima visita nella sua classe, mi abbiano in qualche modo colpita. Comunque spero, con l'aiuto di padre Fabio, di poterla aiutare, magari anche attraverso la possibilità di una visita specialistica (che non ha mai fatto fino ad ora) e una scuola adatta a lei (che purtroppo è solo a Bissau).
    Quella della disabilità è ancora una questione delicata e complessa qui, da affrontare con pazienza e cercando il più possibile di coinvolgere le famiglie. Certo, mi rendo conto non essere la priorità del mio progetto l'occuparmi di singoli casi, ma non penso si possano ignorare i diversi bambini che occupano i banchi delle nostre aule senza che abbiano la possibilità di una vera integrazione nella classe e senza che si tenti di venire incontro ai loro bisogni. Per non parlare dei tanti bambini con disabilità che non vanno a scuola... Insomma, il tempo, le persone e lo studio della realtà forse mi suggeriranno alcune azioni che si possono intraprendere...

    Avventure
    ■ All'assemblea generale siamo andati insieme io e pe. Maurizio, perché pe. Fabio era già a Bissau per dei documenti. Abbiamo viaggiato 7 ore e mezza, sia all'andata che al ritorno. E non ci crederete, ho guidato anch'io (ma solo 1 ora e mezza ogni volta)... tra persone, capre, pecore, maiali, cani e mucche (ma anche una scimmia e alcuni scoiattoli!) l'attenzione deve essere a 1000, per non parlare delle mie difficoltà ancora con le marce!... Comunque alla fine siamo sopravvissuti tutti!
    ■ Il primo di maggio io, padre Fabio, padre Maurizio e Nelson – un lavoratore della missione – siamo andati all'isola di Katungo, dove c'è l'ultima delle scuole del progetto che mi mancava da visitare. Era un giorno di vacanza, purtroppo, ma era l'unico in cui la marea permetteva di andare e tornare in una sola giornata, ma ciò non mi ha impedito di parlare con 4 professori della scuola: quando ci siamo confrontati sull'insegnamento nelle classi prime, il loro entusiasmo è stato contagioso!
    Il motivo principale della nostra visita, però, in realtà era un altro: parlare con la popolazione locale riguardo la possibilità di rimettere in funzione un centro di salute che era stato costruito negli anni '80 e che da un po' di anni è abbandonato. Le condizioni sanitarie sull'isola sono in generale precarie, a partire dalla mancanza di acqua davvero potabile...

    Un abbraccio a tutti e a ciascuno,
    priya:)     (10 giugno 2015)
    PS In risposta ad alcune richieste, allego due foto: Renata (che ha 3 anni, non 4/5 come avevo scritto precedentemente) e il momento del pranzo a Katungo.

    Priya giu 2015 bimba  Priya giu 2015 pranzo

  • ALP - Lettere da Priya - Guinea Bissau 4

    Carissimi,
    Spero che stiate bene!
    Lo so, è da un sacco di tempo che non mi faccio sentire, ma da quando sono tornata a settembre a Catiò – dopo il corso di creolo a Bissau – la connessione internet è pessima e le cose da fare sono diventate di più... Così ne approfitto dell'incontro di formazione del Pime per mandarvi questo nuovo report.

    Allora, come vi dicevo, ad agosto ho fatto il corso di creolo a Bissau. È stata un'occasione per riprendere la grammatica che avevo già studiato un po' con Gabriel (il primo a darmi lezioni di creolo), approfondire alcuni aspetti della cultura e della realtà guineani, nonché di conoscere altri missionari e volontari presenti in Guinea, come un padre del Pime brasiliano con il quale mi sono trovata molto bene, pe. Célo.
    Tornata a Catiò, il lavoro di preparare il materiale per le classi prime e seconde è stato abbastanza intenso. In particolare, con l'aiuto di Mario abbiamo assemblato dei fascicoli di Pregrafismo e di Matematica per le classi prime e delle schede di ripasso delle lettere per le classi seconde. Purtroppo, come era prevedibile, il Ministero non ha fornito i libri, perché a quanto pare non ha trovato ONG disposte a finanziare la stampa dei libri. Ah, dimenticavo! Ad agosto il presidente della Guinea-Bissau José Mario Vaz ha sciolto l'esecutivo guidato da Domingos Simões Pereira. Abbiamo dovuto aspettare fino a settembre affinché l'intervento della Comunità Economica degli Stati dell'Africa dell'Ovest (Cedeao) risolvesse la crisi e venisse formato un nuovo governo sotto la guida di Carlos Correia.
    Tutto questo ha avuto ripercussioni anche sulle scuole, dove la situazione è stata peggiorata dallo sciopero indetto da uno dei due sindacati dei professori: in molte zone le lezioni sono iniziate solo a fine ottobre, e in altre ancora non si può parlare di lezioni regolari. Per quanto riguarda le nostre cinque scuole, tre hanno iniziato a metà ottobre, due – quelle sulle isole più lontane di Katungo e Komo – solo verso fine novembre.
    L'inizio delle scuole nella nostra zona è stato ritardato anche dai lavori nelle risaie. Purtroppo la situazione quest'anno è abbastanza difficile. Le forti e abbondanti piogge di agosto e le acque sorgive di settembre e ottobre hanno permesso all'acqua salata dei fiumi di rompere gli argini di molte risaie. Come conseguenza, l'acqua salata ha danneggiato parte del raccolto previsto intorno a dicembre e così alcune famiglie passeranno un periodo di fame. Ogni anno, verso novembre, infatti, il riso dell'anno precedente inizia a scarseggiare e si attende con speranza il nuovo raccolto. Data la situazione, il governo probabilmente distribuirà del riso. La questione però, è che tale azione non aiuterà a risolvere il problema a lungo termine, se non accompagnata, per esempio, da corsi formativi su una nuova agricoltura che tenga conto dei cambiamenti climatici. Infatti, è molto probabile che lo stesso problema si verificherà anche l'anno prossimo, a meno che i guineani decidano di cambiare alcune tecniche di coltivazione e organizzazione sociale (per esempio collaborando tutti per costruire degli argini più larghi). Il principio secondo cui bisogna perpetrare la tradizione dei propri antenati, però, è ancora molto forte (... solo in alcuni ambiti, aggiungerei).
    Ma veniamo anche alle notizie positive!

    Progetto scuole
    ■ A ottobre ho presentato il programma ai professori delle classi prime. Il dato positivo è che non sono svenuti! Il programma, infatti, prevede un po' di cambiamenti rispetto alla modalità più usuale di insegnare (scrivere alla lavagna lettere e numeri e aspettare semplicemente che i bambini copino sul quaderno). In particolare, ho deciso di iniziare introducendo anche disegni, attività di gruppo, narrazione di storie e, soprattutto, il libro del progetto bilingue che avrebbe dovuto essere usato da sempre e che invece per varie ragioni era stato un po' accantonato. Questo libro dovrebbe essere usato nei primi 3-6 mesi di scuola e prevede di insegnare il creolo a partire da una prima fase solo di oralità. La maggior parte dei bambini (soprattutto quelli che vivono nelle zone più isolate) parla solo la lingua materna (ossia la lingua etnica, come balanta, fula, pepel...), e arriva a scuola senza conoscere né il creolo, né tanto meno il portoghese. Il principio del metodo bilingue si basa sul fatto che il creolo può essere una lingua importante per i primi due anni di scolarizzazione e che può aiutare il successivo passaggio al portoghese.
    Il cambiamento richiede sempre fatica, tempo e voglia. Vedremo come andranno le cose.
    ■ Purtroppo è arrivata anche la prima delusione. Mentre ero a Bissau, ho trovato la scuola per sordomuti e, aspettando la risposta della famiglia di Kadidja che tardava ad arrivare, l'ho iscritta giusto il giorno prima che si chiudessero le immatricolazioni. A settembre però la nonna ci ha comunicato che non avrebbero mandato Kadidja a scuola, perché la madre ormai si era già iscritta a scuola a Bafatà e a quanto pare lo zio che abita a Bissau non è disposto ad accogliere la bambina. L'anno, prossimo, ha aggiunto, la madre si iscriverà a scuola a Bissau, così Kadidja potrà stare con lei. A parte che è improbabile che la madre si fosse già iscritta a scuola prima di settembre, per il resto tutti qui – da Mario a padre Fabio – dubitano che l'anno prossimo cambierà qualcosa. Non mi resta che sperare,anche perché, non essendo preparata in materia, penso che sia poco probabile che io possa esserle d'aiuto in altro modo.

    Altre attività
    ■ Due sabati di novembre si sono svolti i primi "Djumbai di mindjer". Si tratta di incontri di donne organizzati in diversi quartieri di Catiò, presieduti da Nené Bobo, un'infermiera di Catiò che ha molte conoscenze nell'ambito della cura dei bambini e delle donne, nonché nel campo della medicina naturale. Fondamentali sono anche Djuku e Segunda (le due insegnanti della scuola di Areia), che fra le altre cose fanno passare la voce tra le donne per informarle del luogo e dell'ora degli incontri e mi aiutano a cercare lo spazio adatto. All'inizio abbiamo pensato l'iniziativa solo come chiacchierate informali fra donne, perché potessero venire fuori le difficoltà, i dubbi e i problemi legati alla salute. Già al primo incontro però (che ha visto presenti 20 donne... Come inizio non è male!) è stata avanzata la proposta di dimostrazioni pratiche per la preparazione di pappe per neonati e medicine di "primo soccorso" con i prodotti disponibili negli orti e nella foresta. Medicine e pappe straniere, infatti, costano molto, se paragonate ai prodotti che ciascuna può reperire sul luogo. Fortunatamente in questo senso la Guinea offre molte piante utili sia per l'alimentazione quotidiana, sia per la cura di molte malattie. Anche qui, non resta che vedere se e come questa iniziativa continuerà, anche perché, per esempio nel secondo incontro, su 19 donne presenti, solo 3 erano andate a scuola, quindi sto pensando di vedere se è possibile introdurre anche un momento di alfabetizzazione.
    ■ Da novembre riprenderò a frequentare le prove del coro. È un modo divertente per incontrare e conoscere più da vicino la comunità cristiana di Catiò, in particolare i giovani... Nonché per imparare meglio il creolo!
    ■ A fine novembre ho iniziato anche la catechesi dei bambini dai tre ai cinque anni. Vi dirò, penso sia un'età bizzarra in cui iniziare la catechesi! È il primo anno che si fa per questa fascia di età, per decisione delle suore e con alcuni dubbi da parte di padre Fabio e padre Maurizio. Penso che in realtà la novità sia più legata al fatto che spesso i bambini più grandi vengono alla catechesi portando con loro i fratellini più piccoli di cui devono prendersi cura (per esempio mentre gli adulti sono impegnati nelle risaie), e così, per non avere troppi bambini da seguire, si è pensato di organizzare qualcosa anche per i più piccoli. Insomma, vedremo... anche se penso che una cosa sola è certa, ci divertiremo!

    Avventure
    ■ Un giorno, andando alla scuola di Ilheu di Infanda, ho iniziato a togliermi le scarpe e a caricarmi la bicicletta in spalla (perché non si rovinasse con l'acqua salata) ad ogni corso d'acqua che invadeva la strada. Già al terzo attraversamento, però, sono finita in acqua! Sia io che padre Fabio siamo scoppiati a ridere... La cosa positiva è che non sia successo all'ultimo attraversamento, perché così per i successivi mi sono risparmiata la fatica di togliermi le scarpe e di trasportare a mano la bicicletta. La cosa un po' meno positiva è stata presentarmi a scuola fradicia... Insomma, ho ancora molto da imparare rispetto ai cammini che ogni giorno sanno percorrere i guineani!
    ■ A fine novembre abbiamo avuto l'Assemblea formativa del Pime a Bissau (da dove vi invio questo report perché Internet qui funziona!). Per venire, pe. Fabio era in macchina con suor Elisa, giornalista etiope che ci ha fatto la formazione sulla famiglia africana, mentre io ero con pe. Maurizio. Dopo 100 km, i freni della nostra macchina si sono rotti... e così abbiamo fatto i restanti 200 km ad una velocità massima di 60 km/h, rallentando con le marce e spegnendo il motore se dovevamo fermarci. Abbiamo sforato le 5 ore previste... ma l'importante è che dopo 7 ore siamo arrivati sani e salvi!

    Un abbraccio a tutti e a ciascuno,
    priya:)       (30 novembre 2015)

  • ALP - Lettere da Rosangela - Thailandia 2014

    Carissimi amici

    In questi giorni di festività, mentre le attività sono rallentante e la missione è immersa nella quiete, finalmente trovo il tempo per scrivervi. Il 2013 sta volgendo alla fine e tra qualche ora spunterà il nuovo anno che per me significherà novità e cambiamenti!

    Sono ormai trascorsi quasi cinque anni da quando sono partita, lasciando la mia adorata famiglia e i miei amici e la mia comunità per lavorare in terra di missione. Questi anni sono stati vissuti con intensità, in un miscuglio di entusiasmo, di emozioni, di sofferenza e di tante difficoltà, ma in compenso sono state molte le gioie che ho ricevuto in cambio. In questi anni ho incontrato molte persone, molti volti si sono stampati nella mia mente e nel mio cuore, persone che non potró mai dimenticare e che saranno con me ovunque Dio mi chiederà di operare.

    Come già vi ho raccontato in precedenza il lavoro che attualmente svolgo qui alla Missione di Mae Suay è rivolto ai bambini disabili che risiedono presso le strutture del Centro, agli ammalati ed anziani che in collaborazione con le suore Camilliane visitiamo regolarmente e poi... c'è il lavoro di segreteria, i ragazzi degli ostelli, il progetto rivolto all'aiuto delle donne... insomma le attività come vedete sono tante e variegate ma con l'arrivo del nuovo anno per me si prospetteranno nuove strade da percorrere.

    Essendo ormai alla fine del mio contratto di collaborazione qualche mese fa i Padri mi hanno chiesto se volevo continuare il mio lavoro di missionaria laica qui in Thailandia, proponendomi però di trasferirmi presso la missione di Nonthaburi che si trova alla periferia della ricca e opulenta metropoli di Bangkok. Recentemente presso la missione è stato attivato un nuovo progetto rivolto all'assistenza degli ammalati ed anziani (la maggior parte di loro è buddista) e necessitavano di un infermiera che seguisse il progetto. Vi garantisco che non è stato facile fare una scelta, soprattutto per tutto ciò che mi lega alla mia terra d'origine, alla famiglia e gli amici ma anche per la situazione non proprio tranquilla che vive ora la Thailandia sotto l'aspetto politico... ma dopo un travagliato discernimento ho deciso di accettare. Quando sarò a Bangkok mi mancheranno sicuramente le verdi vallate e i mille colori della gente dei monti... ma Dio, solo qualche giorno fa, si è fatto Bambino, si è fatto Vita perché non ci stanchiamo di credere nella vita, perchè possiamo rinnovare ogni giorno la nostra speranza in un mondo migliore e riconoscere il suo Volto nei volti di ogni uomo e donna che Lui ci farà incontrare sul nostro cammino...

    Vi ringrazio di cuore per la vostra amicizia, per tutto quello che avete fatto in questi anni per la missione di Mae Suay e per la sua gente...

    BUON 2014 a tutti....

    Angela

    Rosangela

  • ALP - Lettere dalle Missioni

    Pubblichiamo le lettere più recenti inviate dai nostri ALPini in Missione

     

  • Brai - Guinea - 2015 apr 1

    Carissimi,
    Spero tutto bene!
    Io non mi posso proprio lamentare!!!

    Mercoledì, giovedì e venerdì ho fatto il corso di apicultura... Una figata!... Anche se in criolo, ho capito un po'... Il corso è tenuto da un vecchiettino carinissimo, Francisco e tutti - io, Elena di San Francisco e i 9 corsisti guinensi - abbiamo percepito il suo amore per le api, e abbiamo capito che c'è molta differenza tra i "cacciatori di miele" (che sfruttano e spesso uccidono le api) e i veri apicultori, che allevano e rispettano le api! Mercoledì sera sono andata a raccogliere il miele in 4 arnie (anche se poi in una il miele non l'abbiamo raccolto perché non era ancora pronto)...
    Alla fine, quando siamo tornati, io non sono neanche stata punta (altri sì, perché un po' di rischio c'è sempre, soprattutto con le api africane che sono più piccole, agili e aggressive di quelle europee)... e Domingo ha detto a Monica che sono pronta per la Guinea!!!... :):):)

    Ieri sono arrivata a Catiò e oggi con Monica abbiamo pulito e sistemato la mia camera. I bagni della casa degli ospiti sono davvero belli ora, e in più sono arrivati tavolo, sedia e armadio per la mia camera!.. Insomma, mi sento già strafortunata... pe. Fabio e pe. Maurizio sono stati gentilissimi!

    Vi abbraccio forte e vi auguro di cuore BUONA PASQUA!!!
    Priya

  • Cambogia, Alp e Giovani e Missione al Congressino 2015

    congressino2015

    Domenica 20 settembre 2015 si rinnova al Centro missionario Pime di Milano l'appuntamento con il Congressino missionario, la giornata di inizio anno che vede al centro la consegna del crocifisso ai missionari partenti. «Camminava con loro» (Lc 24,15) è il tema scelto per questa ottantaquattresima edizione, durante la quale verranno ricordati tre venticinquesimi che cadono quest'anno: quello della presenza del Pime in Cambogia, quello dell'Associazione Laici Pime, e quello del cammino di Giovani e Missione.

    Saranno sei quest'anno i missionari partenti che riceveranno il crocifisso:

    per i Missionari del Pime

    padre Dominic Hashda, destinato in Papua Nuova Guinea

    padre Anand Talluri, destinato in Algeria

    per le Missionarie dell'Immacolata - Pime

    suor Chiara Colombo, destinata in Papua Nuova Guinea

    suor Silvia Leoni, destinata in Bangladesh

    suor Sunitha Pamula, destina in Brasile Sud

    per l'Associazione Laici Pime

    Roberto Longoni, destinato in Bangladesh

    Ecco qui sotto il programma dettagliato della giornata (scarica quila locandina):

    Ore 10
    Accoglienza

    Ore 10,30
    Celebrazione eucaristica presieduta da padre Toni Vendramin e padre Franco Legnani - tra i primi missionari del Pime partiti per la Cambogia - con promessa definitiva dei seminaristiconsegna del crocifisso ai missionari partenti

    Ore 12
    Incontro sui 25 anni dell'Associazione Laici Pime e presentazione dei libri «ALPosto giusto» (sulla storia e le esperienze dell'Alp) e «Missione Cambogia» (sui 25 anni del Pime in Cambogia)

    Ore 13

    Pranzo

    Ore 14,30
    Incontro con i missionari partenti e festa per i 25 anni del cammino di Giovani e Missione (con presentazione del libro «Destinazione mondo» che raccoglie le testimonianze di chi ha compiuto questo cammino)

     

  • Canavesi - Guinea - 2015 mar 1

    Cari amici, un saluto a tutti!

    "E tu vorresti lodarlo, ma lo fai solo a parole...
    vorresti dargli tutto, ma non hai nulla...
    vorresti amarlo, ma ne sei assolutamente incapace..."
    padre Augusto Gianola


    Ricomincio da queste parole che chiudevano l'ultimo mio racconto perché qualcuno mi ha fatto notare che non è giusto far passare per proprie parole che non lo sono! Volentieri svelo l'autore di queste parole: padre Augusto Gianola, il mio primo legame con il PIME. Fanno parte di una sua preghiera che ritengo molto bella...le ho citate a memoria perché quella preghiera è rimasta nella borsa che mi hanno rubato due anni fa!


    In viaggio verso Cabouxangue...
    E' stato un viaggio diverso dal solito: non guidavo, non eravamo con il nostro Land Cruiser. Io e Biamsum siamo stati a Cabouxangue con il camion della Caritas di Bafata', guidato dal suo autista, il fantastico Mister (Domingos è il suo vero nome, ma tutti lo chiamano Mister!).
    Siamo andati con un carico di cemento, ferro, chiodi, pale e carriola per poter far procedere i lavori di recupero della scuola iniziati lo scorso anno.
    Vi assicuro che il viaggio in camion è un'esperienza unica! Sulle bellissime strade della Guinea Bissau, sei sballottata a destra e a sinistra e se non ti assicuri ti troveresti ogni due per tre in braccio all'autista! Sono arrivata a destinazione che mi sentivo tutta sballottata e dolorante, ma anche questa è vita!
    Ho incontrato la gente dell'associazione che è impegnata nella ristrutturazione della scuola: sono molto contenti dell'aiuto ricevuto, mi hanno ringraziato infinite volte (ma il grazie è per tutti coloro che hanno contribuito) e hanno promesso che per aprile anche il secondo padiglione sarà pronto.
    Cabouxangue è un villaggio che un tempo doveva essere molto bello...lo era a detta di Biamsum ed è l'impressione che ho avuto anche io facendo un giro.
    Tra le foto che ho fatto ho scelto di mostrarvi il porto di Cabouxangue e una struttura appartenente alla categoria "ciò che resta". Come potete vedere il porto è ancora una struttura ben conservata, la presenza di quella specie di gru (non so il suo nome esatto) dimostra che in questo porto arrivavano navi con carichi grossi e pesanti che venivano scaricati grazie ad essa...oggi a Cabouxangue arrivano solo canoe di legno e il porto è utilizzato per seccare il riso!
    Della categoria "ciò che resta" fa parte la costruzione che vedete nella fotografia, che insieme a tante altre case e magazzini faceva parte delle strutture di un progetto del Ministero dell'Agricoltura della
    Guinea: era il tempo di Cabouxangue grande produttore di riso...oggi è praticamente tutto abbandonato e case e magazzini sono abitati dalle mucche!
    In realtà ancora oggi Cabouxangue è uno dei maggiori produttori di riso, ma non si può paragonare a quel tempo quando il governo aveva investito su quelle terre.
    Ciò che sempre rimane nel cuore e nella mente quando vedi queste situazioni è un senso di desolazione, di frustrazione, di incapacità di capire perché tutto è stato abbandonato tanto che ora il recupero delle strutture richiederebbe grossi investimenti...ma anche questa è vita in Guinea Bissau!


    In viaggio dentro se stessi......
    E' il viaggio che ogni anno posso fare grazie al PIME: una settimana di ritiro spirituale, di silenzio, di tempo per guardarsi dentro e per stare con il Signore. Non smetterò mai di dire che questo tempo è una grande grazia della mia esperienza di missione!
    Quest'anno gli esercizi sono stati predicati da padre Ferruccio Brambillasca, Superiore Generale del PIME, al termine della sua visita in Guinea Bissau.
    Padre Ferruccio ci ha aiutato a ripercorre il cammino che dalla FEDE ci porta alla CONVERSIONE e successivamente alla GIOA, CARITA' e PREGHIERA.
    Ciascuno di noi é fragile, anche sforzandoci di camminare sulle strade del Vangelo avvertiamo il peso della nostra debolezza, che non ci fa compiere il bene che vogliamo, ma il male che non vogliamo. Ma ogni nostra ferita può diventare una perla e, come il vetro, più siamo fragili più splendiamo. Se la nostra fede è forte come una quercia e flessibile come il bambù ci porterà al pentimento, alla conversione e quindi alla gioia, per essere missionari FELICI, SINCERI e BELLI!
    Grazie padre Ferruccio!


    Il mio viaggio prosegue da sola......
    Al termine della settimana di ritiro Placido è rientrato in Italia per risolvere alcuni problemi personali. Placido, il mio grazie per il tempo e il lavoro condiviso e il mio augurio sincero perché il Signore accompagni la tua vita, le tue scelte, il tuo cammino futuro.
    Voglio rassicurare le tante persone che mi hanno espresso la loro preoccupazione: fosse stato all'inizio della mia esperienza certamente sarebbe stato diverso, ma dopo 3 anni il fatto di essere rimasta sola non mi spaventa. Certo, il lavoro è molto, le cose si sovrappongono, il tempo libero diminuisce, ma la volontà c'è, i collaboratori anche, il sostegno da parte della famiglia PIME non manca!
    Continuo a fare del mio meglio, senza strafare...e quando mi sentirò troppo sola mi metterò in viaggio verso Bafatá, Takir, Cafal, Catió,etc...a cercare sostegno nelle belle relazioni create in questi anni.
    Il lavoro in questi mesi è sempre molto intenso, perché oltre ai corsi in programma bisogna sfruttare il tempo secco per riuscire a visitare il maggior numero di villaggi possibile.
    In questi primi mesi abbiamo realizzato corsi di trasformazione della frutta, metodo partecipativo (una tecnica per coinvolgere i villaggi nell'identificazione dei problemi e delle possibili soluzioni), orticultura in trasferta a Suzana, costruzione di servizi igienici (dovete pensare ad una latrina stile scout o campeggio!). Pensate che nel villaggio di Nhabijão c'è un quartiere con 78 famiglie e le latrine sono solo 7!!! E' una situazione che deve essere assolutamente migliorata ed abbiamo riunito i capi del villaggio per trovare insieme delle soluzioni: il primo passo è la partecipazione di 2 muratori per ogni quartiere alla formazione, perché poi possano impegnarsi nella costruzione.
    E non è solo il lavoro del Centro ad essere intenso, ma anche quello della gente che taglia, raccoglie, trasporta il riso a casa per poi batterlo, seccarlo e immagazzinarlo.
    L'immagine qui sotto è uno degli incontri più frequenti che si fanno lungo i sentieri e le stradine dei villaggi: donne con enormi carichi di riso, riso, e ancora riso....
    un abbraccio e un bacio a tutti e a ciascuno
    Monica

  • In Camerun le offerte raccolte per il progetto K617 non realizzato in Cina

    Andranno in Camerun, a sostegno del progetto K615, le offerte raccolte per sostenere la famiglia dell'Alpdestinata in missione in Cina e rientrata in Italia. La raccolta fondi per il loro progetto K617 era stata chiusa ai primi di dicembre. 

  • K671 - El Jisr: Un ponte per l'Algeria

    ALGERIA

    K671 - El Jisr: Un ponte per l'Algeria

    p. Piero Masolo
    Istruzione e formazione

  • La festa per i 25 anni dell'Associazione Laici Pime

    volantino25anniAlptagliato

     

    “Ogni laico deve essere davanti al mondo un testimone della risurrezione e della vita del Signore Gesù e un segno del Dio vivo.” (Lumen gentium)

    A questa esortazione il PIME risponde dal 1990 con l’Associazione Laici PIME (ALP).
    Siamo laici che desiderano condividere parte della propria vita e del proprio cammino di fede con i missionari, nei Paesi in cui il PIME è presente. Ci impegniamo a testimoniare il Vangelo con la nostra vita e la nostra professione, inserendoci in progetti di promozione umana in campo sociale, educativo, tecnico, sanitario e agricolo, e collaborando nelle attività parrocchiali in ambito pastorale.
    Attualmente i volontari dell’ALP sono in Camerun, Guinea Bissau e Thailandia, con progetti in via di attuazione in Bangladesh, Cambogia e Papua Nuova Guinea.

    Nel 2015 questo camino compie 25 anni e vogliamo celebrare questa ricorrenza con una giornata di festa che si terrà DOMENICA 19 APRILE al Centro missionario Pime (via Mosé Bianchi 94, Milano). Leggi qui sotto il programma:

    volantino 25 anni 640x480

     

    Abbiamo allestito una mostra fotografica attraverso la quale potrete conoscere la nostra attività, la Santa Messa sarà un momento di ringraziamento e preghiera per nuove vocazioni, il pranzo un’occasione per incontrare vecchi e nuovi amici, infine il Musical “FAME – saranno cuochi famosi” aiuterà a sostenere uno dei nostri progetti in Guinea Bissau, la “Feira das possibilidades”.

    Potete confermare la vostra partecipazione ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Per ulteriori informazioni www.associazionelaicipime.it

  • Una famiglia Alp tra i meninos di São Paulo

    foto sito K664

    BRASILE

    K499-A Nijpara in aiuto di chi aiuta

    K664 - Una famiglia Alp tra i meninos

    p. Piero Facci
    Sviluppo sociale

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