martiri

  • Brambillasca: «La Cina, i martiri e la nostra missione oggi»

    BRAMBILLASCA: «LA CINA,
    I MARTIRI
    E LA MISSIONE»

  • CARZEDDA E GLI ALTRI MARTIRI: IL 22 IL RICORDO

    padreCarzedda

    Nel 2017 ricorrono i venticinque anni dalla morte di padre Salvatore Carzedda, missionario del Pime, ucciso a Zamboanga nel Sud delle Filippine il 20 maggio 1992. Colpito a morte per il suo impegno nel dialogo tra cristiani e musulmani attraverso il movimento Silsilah, padre Carzedda è una figura particolarmente attuale in questo nostro tempo così segnato dalla violenza fondamentalista ma anche dal desiderio sincero di pace di tanti uomini e donne di ogni fede religiosa.

    Per questo motivo il Centro missionario Pime di Milano ha scelto di porre la figura di padre Carzedda quest'anno al centro della Giornata dei missionari martiri che da alcuni anni ormai - per iniziativa di Missio Giovani - si celebra in prossimità del 24 marzo, l'anniversario dell'uccisione del beato Oscar Arnulfo Romero.

    Al Centro missionario Pime la Giornata verrà celebrata mercoledì 22 marzo con due momenti inseriti all'interno del percorso quaresimale «Sentieri di vita vera».

     

    SERATA SPECIALE MARTIRI MISSIONARI

    ore 18,00: chiesa di San Francesco Saverio (via Monte Rosa)
    S. Messa in ricordo dei martiri missionari

    in particolare di padre Salvatore Carzedda, a 25 anni dall’uccisione
    Donazione al Pime della “Croce del martirio” dell’artista Giovanna Dejua, cugina di padre Carzedda

    ore 21: Centro missionario Pime (via Mosé Bianchi 94)
    FINO ALLE ESTREME CONSEGUENZE
    testimonianze in ricordo di padre Carzedda e dei martiri missionari del Pime nelle Filippine
    con Giorgio Licini, Paolo Nicelli e Giulio Mariani
    missionari del Pime che hanno vissuto nelle Filippine e conosciuto padre Carzedda
    Video-testimonianza di padre Sebastiano D’Ambra
    fondatore di Silsilah, gruppo di dialogo interreligioso a Mindanao

    Per chi desidera partecipare a entrambi i momenti sarà possibile fermarsi al Pime per una cena sobria nello stile della condivisione

     

    Alla figura di padre Salvatore Carzedda e alla sua eredità è dedicata la copertina del numero di marzo 2017 di Mondo e Missione

    Clicca qui per leggere un articolo di padre Salvatore D'Ambra su come Silsilah ha proseguito il suo impegno nel dialogo dopo la morte di padre Carzedda

    Clicca qui per leggere un articolo di Giorgio Bernardelli su un libro che padre Carzedda aveva scritto su Gesù e il Corano

     

  • I cinque anni dal martirio di padre Tentorio

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    Il 17 ottobre ricorreranno i cinque anni dall'uccisione di padre Fausto Tentorio, missionario del Pime, colpito a morte nell'Arakan Valley, la regione dell'isola filippina di Mindanao dove da più di trent'anni svolgeva il proprio ministero battendosi per la dignità e i diritti delle popolazioni tribali locali.

    La figura di padre Fausto viene ricordata in questi giorni nelle FILIPPINE: «Vivere i sogni della gente, continuare la sua eredità» è il tema scelto per le celebrazioni di quest'anno che si sono aperte sabato scorso con un incontro tenutosi all'Università di Davao durante il quale alcuni dei ragazzi che hanno studiato grazie a padre Tentorio hanno raccontato il loro impegno di insegnanti, oggi, per continuare nelle regioni più povere di Mindanao la missione di padre Fausto. Nell'occasione padre Peter Geremia, missionario del Pime che continua l'impegno di Tentorio tra le popolazioni lumad, ha inviato un nuovo appello al presidente filippino Duterte affinché si riaprano le indagini sull'omicidio, che resta tuttora senza colpevoli.

    L'anniversario del martirio di padre Fausto verrà ricordato come ogni anno anche a SANTA MARIA HOE', il suo paese natale in provincia di Lecco dove l'associazione Non dimentichiamo padre Fausto onlus ne tiene viva la memoria continuando a sostenere i bambini dell'Arakan Valley

    Questo il programma delle iniziative a Santa Maria Hoè:

    Sabato 15 ottobre

    Santa Messa delle ore 17,30 celebrata dai Missionari del Pime

    Domenica 16 ottobre

    Alle ore 15 dalla chiesetta di Santa Petronilla nella frazione Bosco la «marcia della speranza»

    Lunedì 17 ottobre

    Nel giorno della morte di Padre Fausto, mons. Rolla alle ore 20,30 celebrerà la Santa Messa

    Nei giorni della commemorazione di Padre Fausto, inizierà anche l’annuale raccolta fondi promossa dall'associazione a favore dell'Arakan: sarà possibile trovare il riso e i calendari 2017 per sostenere le scuole dei tribali a Mindanao.


    Tra le altre iniziative da segnalare anche il concerto che il cantautore Marco Cagliani - che ha conosciuto personalmente padre Fausto e ne propone il messaggio attraverso il suo Amatour - proporrà in memoria di Tentorio il 29 ottobre a Lomagna (Lc). I dettagli nella locandina qui sotto

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  • LA NUOVA MOSTRA PIME SUI MARTIRI DI OGGI

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    «Beati i perseguitati per causa mia»: questa scomoda frase del Vangelo continua ad essere attuale anche oggi, nel terzo millennio cristiano. I martiri - «oscuri testimoni di una Speranza», per usare un’intensa espressione del priore di Tibhirine, Christian de Chergé - sono coloro che, con la loro donazione estrema, testimoniano la fedeltà al Vangelo della Croce, un amore a Cristo più forte della morte.

    I martiri di oggi sono al centro della Mostra fotografica che il Centro missionario Pime di Milano propone come strumento di animazione missionaria per la Quaresima e la Giornata dei missionari martiri, che si celebra il 24 marzo, segno di come il mistero della Pasqua si rinnova in tante situazioni del mondo di oggi.

    Una galleria in storie di martirio del nostro tempo, dai monaci di Tibhirine a padre Jacques Hamel, ucciso in Francia pochi mesi fa. Insieme a loro figure come Annalena Tonelli e don Andrea Santoro, che hanno lasciato un'eredità profonda sulla spiritualità del nostro tempo. Ma anche volti recentissimi del martirio come le suore di Madre Teresa uccise l'anno scorso nello Yemen, i sacerdoti vittime dei narcos in Messico, le missionarie saveriane uccise in Burundi, il gesuita padre Frans Van der Lugt, icona di tutti i martiri delle guerre in Siria e in Iraq… E poi padre Fausto Tentorio, ucciso nelle Filippine nel 2011, e i diciannove martiri della storia del Pime.

    Un modo semplice e diretto per aiutare a non dimenticare questi volti e le loro parole.

     

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    La mostra è costituita da 16 pannelli cm 70x100.

    Per le comunità che lo desiderano la redazione di «Mondo e Missione» - la rivista del Pime - è a disposizione anche per animare un incontro di presentazione della mostra, con notizie e immagini che aiutano a cogliere nei suoi diversi volti e nelle sue proporzioni il fenomeno dei martiri di oggi.

    «Noi siamo soddisfatti quando vediamo un atto ecclesiale grande, che ha avuto un gran successo, e questo è bello. Questa è forza. Sì, è forza. Ma la più grande forza della Chiesa oggi è nelle piccole Chiese, piccoline, con poca gente, perseguitati, con i loro vescovi in carcere. Questa è la nostra gloria oggi, questa è la nostra gloria e la nostra forza oggi»

    Papa Francesco, omelia a Casa Santa Marta, 30 gennaio 2017

    Info:

    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    tel. 02.43.822.317

  • Mercoledì 28: Fausto Tentorio, martire della Laudato Sì

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    «Io credo che nella vita ci voglia soprattutto coraggio. Quel coraggio che deriva dalla fede, dall'amore e dalla speranza»

    Così scriveva, in una lettera a un'amica, padre Fausto Tentorio, missionario del Pime ucciso il 17 ottobre 2011 proprio per aver promosso nell'Arakan Valley quell'incontro fecondo tra giustizia e custodia del creato che l'enciclica "Laudato Sì" annuncia.

    A conclusione dell'Ottobre missionario, e a quattro anni dalla sua morte, vogliamo ricordarlo con una serata speciale proprio nei giorni in cui a Milano si conclude l'Expo2015. Per raccontare che impegnarsi davvero a «Nutrire il Pianeta» oggi significa essere disposti anche a donare la vita fino in fondo. In un martirio per la custodia della terra che continua, a Mindanao e in tante altre parti del mondo.

    Mercoledì 28 ottobre 2015 - ore 21

    IL MISSIONARIO
    PADRE FAUSTO TENTORIO. MARTIRE PER LA GIUSTIZIA

    L’eredità di padre Fausto Tentorio del Pime, ucciso nelle Filippine perché difendeva la terra e i contadini, raccontata da GIORGIO BERNARDELLI, autore dell’omonimo libro (San Paolo) e dai FAMILIARI di padre Fausto

     

     

     

  • Padre Tentorio e la sua gente: quattro anni dopo

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    Sabato 17 ottobre ricorre il quarto anniversario della morte di padre Fausto Tentorio, missionario del Pime ucciso nella Valle dell'Arakan, nelle Filippine, per il suo impegno in difesa dei diritti dei tribali, gli ultimi tra gli ultimi sulla grande e tormentata isola di Mindanao. A quattro anni di distanza - tra coloro ai quali ha dedicato la vita - resta vivissimo il suo ricordo, soprattutto nelle scuole, che padre Fausto aveva voluto per dare dignità ai piccoli manobo e che adesso sono frequentate da più di 3000 ragazzi.  Ma resta viva anche la domanda di giustizia: come infatti raccontiamo in questo articolo sul sito www.mondoemissione.it non solo le indagini sulla morte del missionario del Pime restano ferme, ma a Mindanao si continua a uccidere e a calpestare i poveri in nome di quella corsa allo sfruttamento selvaggio del creato che papa Francesco denuncia nell'enciclica Laudato Sì.

    È il motivo per cui anche noi qui in Italia cerchiamo di tenere viva la memoria di padre Fausto. In questo anniversario - come ogni anno - una marcia che lo ricorda si terrà a Santa Maria Hoè, il suo paese d'origine in Brianza, su iniziativa dell'associazione Non dimentichiamo padre Fausto, promossa dalla sua famiglia, che continua a sostenere nelle Filippine i progetti che il missionario aveva avviato.

    Ma - in concomitanza con l'ottobre missionario, durante il quale abbiamo messo al centro dell'attenzione proprio l'enciclica Laudato Sì - una serata su padre Tentorio la terremo anche al Centro missionario Pime di Milano mercoledì 28 ottobre alle ore 21. Sarà anche l'occasione per presentare il libro Fausto Tentorio. Martire per la giustiziascritto da Giorgio Bernardelli, raccogliendo la storia di questo missionario martire del Pime e da poco pubblicato dalle Edizioni San Paolo.

    La figura di padre Tentorio continua comunque a essere guardata con attenzione anche da tante altre realtà. Una testimonianza l'abbiamo avuta proprio questa settimana dall'associazione Cultura&Solidarietà che alla memoria di padre Fausto ha voluto assegnare una delle sue stelle in occasione del 7° International Social Commitment Awards. La cerimonia si è svolta lunedì 12 ottobre al teatro Dal Verme di Milano e a ritirare l'onoreficenza era presente il fratello del missionario, Felice Tentorio.

     

  • Padre Tullio Favali: 35 anni dal suo martirio

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    Ricorrono in questi giorni i 35 anni del martirio di padre Tullio Favali, missionario del Pime, ucciso a Tulunan nelle Filippine l'11 aprile 1985. Mantovano, giunto appena da un anno in un Paese scosso dalle violenze dei gruppi paramilitari intolleranti verso ogni battaglia per la giustizia, padre Tullio venne ucciso in una vera e propria esecuzione esemplare, per mandare un segnale alla Chiesa, troppo schierata a Tulunan dalla parte dei poveri. Ma quell'impegno non è comunque finito con la morte di padre Tullio. I missionari del Pime - trent'anni dopo - sono ancora presenti in prima linea nella diocesi di Kidapawan, anche se nel frattempo - nel 2011 - hanno dovuto piangere proprio lì anche un'altra morte violenta, quella di padre Fausto Tentorio. Anche lui ucciso per aver scelto di difendere gli ultimi. Sono sepolti oggi uno accanto all'altro padre Tullio e padre Fausto; in una terra di periferia che ci ricorda quanto la sete di giustizia sia ancora drammatica in tante frontiere del mondo di oggi.

    GUARDA NEL VIDEO QUI SOTTO ALCUNE IMMAGINI SULLA VITA E SUL MARTIRIO DI PADRE TULLIO FAVALI 

     

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    IL 6 NOVEMBRE 1984, POCHI MESI PRIMA DI ESSERE UCCISO, PADRE TULLIO AVEVA INVIATO UNA LETTERA ALL'AMICO SACERDOTE MANTOVANO DON GIUSEPPE BERGAMASCHI DA CUI RIPRENDIAMO QUESTO BRANO MOLTO SIGNIFICATIVO RIGUARDO AL SUO MARTIRIO

    La Chiesa è organizzata secondo il modello delle comunità di base dell'America latina. Mi accorgo che un conto è l'organizzazione e un conto è la reale partecipazione della gente. L'organizzazione è ineccepibile. Ma la struttura non è tutto. Rimane il lavoro di formazione, che non si lascia tanto incasellare in forme organizzative perché ha a che fare con persone concrete, soggette ad alti e bassi, e ad influenze esterne che sembrano rallentare il nostro lavoro. Mi riferisco a una pressione militare che mira a smantellare le comunità di base, sospette di parteggiare per le forze sovversive comuniste armate, che lavorano nel nascondimento, con l'intento di rovesciare il presente sistema dittatoriale.

    I nostri leader hanno avuto minacce, perquisizioni; alcuni sono stati barbaramente uccisi. Tutto questo crea un'atmosfera di tensione e di paura che incide sulla partecipazione. Stiamo passando un periodo di prova e di persecuzione che fa traballare quell'impianto di Chiesa da pochi anni costruito e che, come pianta giovane, non è ancora temprata alle burrasche. Io che sono nuovo ho la sensazione che poco sia stato fatto, in quanto molti si ritirano sotto le minacce, mentre il mio parroco sostiene che prima si toccava con mano quanto fosse vitale e promettente questo germoglio di Chiesa. D'altra parte, è comprensibile questo ripiegamento quando sei nel mirino di un'arma da fuoco. La vocazione al martirio non si improvvisa e non è di tutti. Si spera che, passata la burrasca, si ricominci di nuovo con rinnovato slancio.

    Ultimamente le incursioni militari si sono calmate. Non so fino a quando. A livello nazionale ci sono segni di scontento e un'urgenza a qualche alternativa al potere. Ormai Marcos ha raggiunto il fondo, portando la nazione ad una crisi totale, sporcandosi le mani con l'assassinio di Aquino e perdendo la credibilità della maggioranza. È uscito da pochi giorni il risultato della commissione giudiziaria riguardo al caso-Aquino, che attribuisce la responsabilità a una cospirazione militare, capeggiata dagli alti ranghi dell'esercito, persone di fiducia di Marcos. Qualche cosa deve pur accadere! A Manila, ogni settimana l'opposizione organizza marce di protesta che riuniscono migliaia di persone di diversi settori e che sfidano i divieti di assembramento e i militari; c'è un clima arroventato che preannuncia qualche cosa che sembra scoppiare. Affido anche alle tue preghiere questo popolo, duramente provato, sperando che si apra uno spiraglio di luce.

    Si avvicina l'anniversario del mio arrivo nelle Filippine, 11 novembre. Un anno è passato. Eppure mi sembra ieri. È presto per fare resoconti, però ringrazio il Signore che mi ha portato fino qui, a testimoniare il suo amore e la sua misericordia. Mi sento ancora in una fase di ambientamento, però auguro a me stesso di sentirmi sempre più partecipe alla vita di questo popolo e di dare il mio umile contributo...».

    padre Tullio Favali

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