islam

  • «IO VESCOVO D'ARABIA»: HINDER AL PIME IL 15/9

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    «Bianco e nero, e basta: non funziona così. E soprattutto non funziona così alcun dialogo. L’analisi delle differenze è nemica della spettacolarizzazione emotiva e della mobilitazione. Ma quando si vive in regioni come la nostra, allora tutto diventa più frammentario e complicato, perché noi facciamo altre esperienze» (mons. Paul Hinder).

    Vescovo cattolico nella regione più rigidamente islamica del mondo, mons. Paul Hinder - frate cappuccino di origine svizzera - dal 2005 è il Vicario Apostolico dell'Arabia Meridionale. Guida una Chiesa di migranti, composta da centinaia di migliaia di lavoratori giunti dall'Asia e dall'Africa in un contesto rigidamente musulmano. Mons. Hinder è inoltre un testimone del dramma dello Yemen, Paese afflitto da una guerra dimenticata che va avanti ormai da più di tre anni, alimentata da armi prodotte anche in Italia.

    Della sua esperienza e del tema più generale dei rapporti tra cristiani e musulmani oggi, monsignor Hinder parlerà sabato 15 settembre a Milano nell'evento:

     

    SABATO 15 SETTEMBRE ORE 16
    CENTRO MISSIONARIO PIME (VIA MOSE' BIANCHI 94 MILANO)


    INCONTRO CON MONS. PAUL HINDER, VICARIO APOSTOLICO DELL'ARABIA MERIDIONALE
    A CUI È DEDICATO IL LIBRO
    «UN VESCOVO IN ARABIA. LA MIA ESPERIENZA CON L'ISLAM» (EMI)

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    L'INCONTRO SARA' ANCHE OCCASIONE PER RIACCENDERE I RIFLETTORI
    SULLA GUERRA DIMENTICATA NELLO YEMEN
    E SULLA TESTIMONIANZA DELLE MISSIONARIE DELLA CARITA' UCCISE AD ADEN NEL 2016

     

    «CRISTIANI D'ARABIA: MIGRANTI E PELLEGRINI»
    LEGGI QUI L'INTERVISTA A MONS. HINDER PUBBLICATA SU "MONDO E MISSIONE"

     

     

    L'evento si inserisce nell'ambito di Tuttaunaltrafesta la kermesse itinerante dei missionari del Pime che sabato 15 e domenica 16 settembre fa tappa a Milano con stand del commercio equo e dell'economia solidale, animazioni, laboratori per ragazzi e tante altre occasioni di incontro con il mondo (per il programma completo www.tuttaunaltrafesta.it).

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  • AL PIME DI MONZA LA PACE NELL'ISLAM

    islamin peace

     

    Domenica 25 febbraio l’esperto Moulay Zidane El Amrani affronterà un tema di grande attualità nel contesto del cammino delle Famiglie missionarie Pime

    L’islam è davvero una religione di pace? Come può il fondamentalismo trovare una sponda alla violenza all’interno dei testi sacri islamici? E i musulmani, anche in Europa, come vivono nella quotidianità il confronto con le diverse fedi e culture?

    Di questi temi, fortemente dibattuti sulla scia della cronaca, parlerà Moulay Zidane El Amrani domenica 25 febbraio al Seminario del Pime di Monza (via Lecco 73). Docente al Master in Studi sull’Islam d’Europa presso l’Università degli Studi di Padova e al Master Monoteismi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, El Amrani interverrà a Monza nel contesto del cammino delle Famiglie missionarie Pime, incentrato quest’anno sull’attitudine delle diverse religioni di fronte ai temi più significativi della vita di ogni uomo.

    Dopo aver riflettuto dunque sulla solidarietà nel contesto buddhista e sulla libertà in quello induista, il 25 febbraio, alle 15, in un incontro aperto a tutti e gratuito, si parlerà appunto di pace nella dottrina e nella tradizione islamiche. L’opportunità di confrontarsi con Moulay Zidane El Amrani, che è anche scrittore e blogger sulle tematiche del Dialogo interculturale e interreligioso, rappresenta un’occasione particolarmente preziosa per chi voglia cercare di comprendere l’attualità al di là degli stereotipi e degli slogan superficiali.

    Per informazioni: tel. 347.0601650 o 366.1735798

  • CARZEDDA E GLI ALTRI MARTIRI: IL 22 IL RICORDO

    padreCarzedda

    Nel 2017 ricorrono i venticinque anni dalla morte di padre Salvatore Carzedda, missionario del Pime, ucciso a Zamboanga nel Sud delle Filippine il 20 maggio 1992. Colpito a morte per il suo impegno nel dialogo tra cristiani e musulmani attraverso il movimento Silsilah, padre Carzedda è una figura particolarmente attuale in questo nostro tempo così segnato dalla violenza fondamentalista ma anche dal desiderio sincero di pace di tanti uomini e donne di ogni fede religiosa.

    Per questo motivo il Centro missionario Pime di Milano ha scelto di porre la figura di padre Carzedda quest'anno al centro della Giornata dei missionari martiri che da alcuni anni ormai - per iniziativa di Missio Giovani - si celebra in prossimità del 24 marzo, l'anniversario dell'uccisione del beato Oscar Arnulfo Romero.

    Al Centro missionario Pime la Giornata verrà celebrata mercoledì 22 marzo con due momenti inseriti all'interno del percorso quaresimale «Sentieri di vita vera».

     

    SERATA SPECIALE MARTIRI MISSIONARI

    ore 18,00: chiesa di San Francesco Saverio (via Monte Rosa)
    S. Messa in ricordo dei martiri missionari

    in particolare di padre Salvatore Carzedda, a 25 anni dall’uccisione
    Donazione al Pime della “Croce del martirio” dell’artista Giovanna Dejua, cugina di padre Carzedda

    ore 21: Centro missionario Pime (via Mosé Bianchi 94)
    FINO ALLE ESTREME CONSEGUENZE
    testimonianze in ricordo di padre Carzedda e dei martiri missionari del Pime nelle Filippine
    con Giorgio Licini, Paolo Nicelli e Giulio Mariani
    missionari del Pime che hanno vissuto nelle Filippine e conosciuto padre Carzedda
    Video-testimonianza di padre Sebastiano D’Ambra
    fondatore di Silsilah, gruppo di dialogo interreligioso a Mindanao

    Per chi desidera partecipare a entrambi i momenti sarà possibile fermarsi al Pime per una cena sobria nello stile della condivisione

     

    Alla figura di padre Salvatore Carzedda e alla sua eredità è dedicata la copertina del numero di marzo 2017 di Mondo e Missione

    Clicca qui per leggere un articolo di padre Salvatore D'Ambra su come Silsilah ha proseguito il suo impegno nel dialogo dopo la morte di padre Carzedda

    Clicca qui per leggere un articolo di Giorgio Bernardelli su un libro che padre Carzedda aveva scritto su Gesù e il Corano

     

  • Catozzella in Fiera

    GIUSEPPE CATOZZELLA: «SAMIA È UNA DI NOI»

  • CRISTIANI E MUSULMANI DOPO AL AZHAR

    CRISTIANI E MUSULMANI
    DOPO AL AZHAR

  • Il vescovo del Sahara al Pime il 7 ottobre

    Rault
     
    «Essere Chiesa nel deserto significa aggrapparsi all’essenziale della nostra fede ed essere uniti nella testimonianza, anche se viviamo negli angoli più remoti; testimoni di una Chiesa al servizio del Regno».
    È la testimonianza di mons. CLAUDE RAULT, vescovo di Lagouat-Ghardaia (Algeria), la più estesa diocesi al mondo, dove la presenza cristiana è ridotta a pochissimi fedeli, dispersi in un mare di islam.
    Eppure anche qui – o forse proprio qui – è possibile un dialogo e un incontro. Che parte dalle cose più vere ed essenziali. E dall’intimità che offre il deserto, uno spazio al tempo stesso aspro e accogliente, con cui non si può barare.
    Claude Rault sarà il primo ospite del ciclo di conferenze dell’OTTOBRE MISSIONARIO AL PIME DI MILANOche si ispira all’Enciclica di Papa Francesco Laudato Si’.
     
    Mercoledì 7 ottobre 2015 – ore 21
    IL TESTIMONE
    DAL DESERTO, I SEMI DI UNA FRATERNITÀ UNIVERSALE
    MONS. CLAUDE RAULT,vescovo del Sahara, Algeria
     
    Per conoscere meglio che è mons. Claude Rault leggi quest'intervista realizzata da Anna Pozzi e pubblicata sul numero di ottobre 2015 di Mondo e Missione
     
    Claude Rault è anche autore del libro «Il deserto è la mia cattedrale» appena pubblicato dall'editrice Emiche verrà presentato durante la serata. Clicca qui per saperne di più
     
  • LE VOCI DELL'ISLAM

    LE VOCI DELL'ISLAM
    15 febbraio 2018

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